Viterbo alza il sipario: cultura, musica e stelle al Ferento Festival
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Dal 2 luglio al 14 agosto torna il Ferento Teatro Festival: 24 serate tra musica, teatro e cultura nel suggestivo scenario del Teatro Romano e delle Antiche Terme. In scena grandi nomi come Incognito, Bollani, Galimberti, Cazzullo, Laurito e molti altri.

Viterbo si prepara a vivere un’estate rovente, ma non solo per le temperature. Con “Ferento Teatro Festival 2025”, dal 2 luglio al 14 agosto, torna l’appuntamento che accende il cuore della Tuscia con 24 serate di spettacolo, musica e cultura in due location mozzafiato: il Teatro Romano e l’area delle Antiche Terme.

Sotto il cielo di Ferento, tra rovine e suggestioni millenarie, il cartellone di quest’anno promette fuochi d’artificio culturali: 14 appuntamenti nella cornice del Teatro Romano alle 21:15 e 10 spettacoli alle 19:30 nell’atmosfera sospesa delle Antiche Terme.

Grandi nomi 

Sul palco si alterneranno icone della musica, del teatro e del pensiero contemporaneo. Si parte col botto: INCOGNITO in concerto il 2 luglio. Seguono artisti del calibro di Sergio Cammariere, Stefano Bollani col suo Danish Trio, e omaggi d’autore come “Voglio Vederti Danzare” per Franco Battiato.

Per chi ama il pensiero e la parola, da non perdere Aldo Cazzullo e Moni Ovadia con Il Romanzo della Bibbia, e Umberto Galimberti che esplora Il Bene e il Male. E ancora: Roberta Bruzzone con le sue Favole da Incubo, Marisa Laurito, Amanda Sandrelli, Maurizio Battista, Samuel Peron e tanti altri.

Antiche Terme

L’altra metà del Festival si svolge nell’area delle Antiche Terme, dove l’arte contemporanea incontra la storia. Qui si esplorerà il corpo, la parola e la musica con spettacoli come Chiunque tu sia, Poeti Selvaggi da Roberto Bolaño, Agamemnon-Man, il Don Giovanni firmato Academia degli S. Vitati e Silence – Music of Life.

Organizzato dal Consorzio Teatro Tuscia, il Festival è sostenuto dal Ministero della Cultura, che lo ha riconosciuto come Festival di rilievo nazionale, insieme al Comune di Viterbo, alla Regione Lazio, Fondazione Carivit e Ance.

 Programma completo e biglietti su: www.teatroferento.it

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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