Viterbo al tempo del Coronavirus - Al Centro Commerciale Tuscia regna un silenzio irreale
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VITERBO – Siamo andati in uno dei luoghi simbolo del commercio e del tempo libero viterbese per documentare gli effetti del decreto anti-coronavirus. GUARDA LE IMMAGINI

VITERBO – Giovedì 12 marzo 2020, ore 16,30. Siamo andati presso il Centro Commerciale Tuscia, uno dei luoghi simbolo del commercio e del tempo libero viterbese,  per documentare gli effetti del decreto anti-coronavirus.

Nella galleria commerciale regna un silenzio irreale. Sembrano lontani anni luce quei pomeriggi in cui eri costretto a parlare ad alta voce per farti capire da chi ti stava accanto.

Riaffiorano i ricordi di pomeriggi passati a camminare, a fare shopping, ad incontrare gente, a stringere mani e salutare.  La galleria commerciale sembra un luogo spettrale.

Rimangono aperti solo il supermercato ed il tabaccaio. Ma di persone in giro se ne vedono davvero poche.

E quei pochi sono tutti muniti di mascherina e guanti.

Sembra tutto così strano… E ti sale un groppo alla gola che è difficile mandare giù.

Per i lettori della Fune una piccola galleria fotografica che immortala il momento. Dodici  scatti destinati, purtroppo,  ad entrare nella storia della nostra comunità.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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