Viterbo 2024: il centro storico esce dall'immobilismo e prepara la rinascita
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Tanti gli indicatori positivi che è possibile registrare vivendo la città e informandosi su cosa sta accadendo. Su alcune cose poi ci si sbatte proprio contro, come i cantieri: mai così numerosi, mai così importanti per la riqualificazioni di spazi. E' l'effetto PNRR senza dubbio ma anche il lavoro che chi amministra sta scaricando a terra. 

EDITORIALE – Il centro storico di Viterbo è destinato a rinascere. Tanti gli indicatori positivi che è possibile registrare vivendo la città e informandosi su cosa sta accadendo. Su alcune cose poi ci si sbatte proprio contro, come i cantieri: mai così numerosi, mai così importanti per la riqualificazioni di spazi. E’ l’effetto PNRR senza dubbio ma anche il lavoro che chi amministra sta scaricando a terra. 

Il morto è sulla bara (e fortunatamente questa volta il morto non è il centro, come sembrava essere destinato a diventare). Basta entrare al Sacrario, in quel parcheggione di 400 posti, e si trova una situazione diversa: l’impianto meccanizzato che gestisce le sbarre e le casse è nuovo di pacca: si paga con facilità (prima non era così) e si esce con telecamera che legge il numero di targa e apre la sbarra. Si può scendere a Valle Faul e vedere che c’è una mostra in corso presso il Centro della Fondazione Carivit. Una mostra molto ben pubblicizzata anche su via Marconi e in altri punti del centro. 

Usciti da Valle Faul si può salire verso Porta Fiorentina e trovare tutta l’area che costeggia le mura completamente riqualificata, con parcheggi molto utili ora che il mercato è stato riportato in centro. Se si costeggiano le mura si trova tutta la parte di Viale Capocci riqualificata e messa a nuovo: risolto il problema dell’umidità sulle mura urbiche, introdotti elementi narrativi che migliorano la leggibilità del territorio, riqualificati gli spazi verdi ed eliminato il concetto di “verde a caso” preesistente. 

Superata Porta Romana si arriva alle Fortezze e c’è un cantiere per riqualificare l’area. A Porta del Carmine è presente una postazione, che dovrà essere attivata, per il bike sharing. Scendendo a Valle Faul si vede la ciclabile Riello-Pilastro-Faul completata e fatta bene (il collaudo ci dirà se davvero è così). Se si entra la Porta di Faul si trova il cantiere della ex casa di Alfio che diventerà un posto per accogliere i turisti. Stesso destino toccherà al Lazzaretto che sta appena sopra. Idem per quello spazio realizzato con il Plus e lasciato all’abbandono proprio nella Valle di Faul. Lì nascerà un bar-ristorante e anche i bagni pubblici. Altri cantieri apriranno a breve a Sant’Orsola e agli Almadiani. Così come nella zona di San Faustino sarà portato a termine il complesso di Sallupara. 

Andando in zona Cunicchio-piazza Verdi lì aprirà a breve il cantiere che porterà alla nascita di una visionaria biblioteca cittadina, con la necessaria riqualificazione di Campo Boario (quel terrificante parcheggio dietro all’Inps di via Matteotti). Via Matteotti è stata riqualificata, stesso dicasi per piazza della Rocca. Risalendo da Faul per via San Paolo è evidente il cantiere che farà nascere quello che sarà il più grande parco cittadino: passeggiate, campi da basket e per altri sport, punti di incontro, etc. 

All’interno della zona monumentale di San Pellegrino si andrà a riqualificare i locali della Zaffera, abbandonati da lunghissimi anni. Intanto in centro aprono molte attività, soprattutto ristoranti. Al punto che qualche imprenditore che vorrebbe aprire ha difficoltà a trovare gli spazi giusti. San Faustino è stata riqualificata, la Trinità è stata riqualificata. 

In questo pomeriggio agostano, girando per chilometri e chilometri, siamo rimasti colpiti dallo spazzamento. Abbiamo faticato a trovare una carta per terra in moltissimi luoghi. Poi è chiaro che ci saranno anche degli angoli con situazioni diverse ma il grosso della città appare pulito. Diverso il discorso del verde, lì c’è ancora tanto da fare e la situazione è fuori controllo. Anche le fontane continuano a essere le grandi abbandonate di sempre. Sono almeno venti anni che chi amministra la città le ha lasciate nel degrado. L’ultima azione di senso era stato il libro fatto da Michelini sulle fontane viterbesi, testimonianza di una sensibilità purtroppo rimasta tutta su carta. E ora la situazione è davvero pesante con il cloro che ha rovinato molte superfici e tanti altri problemi compreso quello della pulizia ordinaria. 

Continua a mancare una segnaletica turistica vera perché manca ancora un progetto di Viterbo come città turistica. Nonostante questo ci sono numeri sui flussi interessanti, considerando che nel 2023 gli incassi della tassa di soggiorno sono stati di circa mezzo milione di euro. Prova inconfutabile che un certo giro nei B&B e strutture ricettive cittadine c’é. Se non fosse così non esisterebbero quei viterbesi che ci stanno investendo e non sono poi così pochi. 

Manca ancora una capacità di generare eventi con una ciclicità fissa e quello che accade difetta sempre di comunicazione: colpa dei pochi soldi ma anche di certe miopie degli organizzatori. Ma un dato è difficile da confutare, almeno che non si voglia sostenere il falso, la Viterbo del 2024 non è quella del 2023 né del 2022 o degli anni precedenti. Ha una speranza. Tra le notizie buone non ultima quella della riapertura di Schenardi. Tutto questo accadrebbe davvero in una città in coma, allo sbando, dilaniata? No, bisogna essere seri. Il centro storico di Viterbo ha una possibilità concreta di rinascere e guardando quanto accade è evidente che questa rinascita sia in atto e procede giorno dopo giorno, con un lavoro silenzioso e non strillato. Perché il lavoro, quello vero, non ha bisogno degli strilli e della bava alla bocca. La polemica, il rancore, le questioni personali sì. E questo fa tutta la differenza del mondo. Pace e bene.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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