Viterbo 2020 lancia l’iniziativa ‘Adotta un nonno’
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VITERBO - I volontari del movimento civico chiamano le persone anziane della città per non lasciarle sole in questo periodo di emergenza.

VITERBO – Parte l’iniziativa ‘Adotta un nonno’. Una telefonata al giorno, da parte dei volontari del movimento civico Viterbo 2020, su segnalazione dei cittadini, dei centri anziani e centri polivalenti della città, ai nonni che vivono soli e che si trovano a dover affrontare un difficile periodo di isolamento e solitudine, privati dei loro contatti sociali.

Abbiamo il dovere di raggiungerli e abbiamo deciso di farlo con una telefonata giornaliera, per far sentire meno soli coloro che in questo momento di emergenza e quarantena hanno bisogno non solo di spesa e medicine, ma di un po’ di contatto umano e compagnia. I nonni sono un pilastro della società da un punto di vista storico, affettivo e non da ultimo economico, a maggior ragione in un momento in cui il sistema di welfare è oltremodo sollecitato.

I volontari prenderanno contatti con i nonni e instaureranno un rapporto stabile per far loro compagnia: un’esperienza che sarà un arricchimento emotivo per tutti, anche per chi decide di compiere questa piccola missione quotidiana, in una nuova comunità a distanza, ma non per questo meno forte e solidale. 

Per segnalare conoscenti anziani che vivono soli o per diventare volontari del progetto, chiamare il numero 380.7626671 tutti i giorni, dalle 9 alle 20.

Movimento Civico Viterbo 2020

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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