Viterbo 1946, quando la Tuscia scelse la Repubblica: una mostra digitale e documenti inediti sotto i portici del Comune
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Viterbo celebra così la sua e la nostra Repubblica: non con fredde cerimonie di circostanza, ma riscoprendo le carte, i nomi e i volti di quella Tuscia che, ottant'anni fa, scelse di guardare al futuro.

VITERBO – Ottant’anni fa l’Italia cambiava pelle. Era il 2 giugno del 1946 quando gli italiani, e per la prima volta le italiane, si misero in fila davanti ai seggi per scegliere la forma dello Stato e buttarsi alle spalle le macerie della guerra e del fascismo. Una pagina di storia nazionale che ha lasciato tracce profonde, indelebili, anche tra i vicoli della nostra Tuscia.

Per celebrare l’ottantesimo anniversario di quel giorno straordinario che vide nascere la Repubblica Italiana, Viterbo si prepara a compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. Martedì 2 giugno, alle ore 12:00, piazza del Plebiscito – il cuore politico e sociale della città – ospiterà l’inaugurazione della mostra digitale “Viterbo 1946: Repubblica!”.

L’iniziativa, nata da un’intuizione felice e dalla sinergia tra l’Archivio di Stato guidato dal direttore, il dottor Gaetano Petraglia, la Prefettura e il Comune di Viterbo, promette di restituire ai cittadini un pezzo fondamentale della propria identità.

I documenti ingialliti rivivono sul maxischermo a piazza del Comune

La storia, solitamente custodita nel silenzio protettivo degli archivi, questa volta esce in piazza, si fa visibile, popolarizzandosi nel senso più nobile del termine. Le immagini dei documenti ufficiali dell’epoca, gelosamente conservati nei faldoni dell’Archivio di Stato di Viterbo, verranno proiettate su un maxischermo allestito sotto il portico di Palazzo dei Priori.

Sarà un’occasione unica per spiare, attraverso i verbali, le lettere e le carte dell’epoca, come Viterbo e i comuni della provincia vissero i giorni caldi del referendum istituzionale. Le tensioni, le speranze, i dati affluiti dai seggi della Tuscia: una cronaca in diretta, seppur distante ottant’anni, che rimarrà visibile a tutti i passanti, turisti e residenti, dal 2 al 7 giugno.

Il viaggio continua: porte aperte all’Archivio di Stato

La mostra di piazza del Plebiscito, però, è solo la punta dell’iceberg. Per gli appassionati, i curiosi o semplicemente per chi vuole toccare con mano la “storia viva”, l’esposizione proseguirà all’interno della sede dell’Archivio di Stato, in via Vincenzo Cardarelli 18.

Qui i faldoni si apriranno davvero: saranno esposti i documenti originali del 1946. La direzione dell’Archivio ha deciso di aprire le porte a tutti i cittadini offrendo dei tour guidati speciali alla scoperta non solo della mostra, ma degli spazi stessi in cui la memoria di Viterbo viene custodita giorno dopo giorno.

Come partecipare

Le visite guidate sono gratuite e accessibili durante gli orari di apertura al pubblico dell’istituto. Per garantire una corretta fruizione, è necessaria la prenotazione inviando una mail a as-vt@cultura.gov.it oppure telefonando al numero 0761-253140.

Viterbo celebra così la sua e la nostra Repubblica: non con fredde cerimonie di circostanza, ma riscoprendo le carte, i nomi e i volti di quella Tuscia che, ottant’anni fa, scelse di guardare al futuro.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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