Viterbix - Vittime del Covid-19, sia proclamato il lutto nazionale
img005
lafune_800 x 120
VITERBIX - Peppe Fiorello ha lanciato un suo monito ai governanti chiedendo il lutto nazionale, che è la minima cosa che si possa fare per rendere omaggio a queste migliaia di uomini e donne. Dicono (come fosse una scusante ) che per lo più sono persone anziane e affette da altre patologie, a cui questo maledetto e subdolo virus ha tolto la vita.

VITERBIX – All’ingresso del cimitero monumentale di San Lazzaro c’è una lapide che recita: “Al riposo dei morti la pietà cittadina”. 

Il che sta a significare che i cittadini viterbesi rendono omaggio ai loro morti. Vedendo le terribili immagini dei camion dell’esercito italiano che portava via dalla Città di Bergamo circa 70 bare di connazionali deceduti a causa del Coronavirus, oggi siamo arrivati ad oltre 3.000 morti, per essere cremati in altri comuni, nel vedere allineate innumerevoli bare sempre di connazionali stipati nelle chiese e nei cimiteri della Città di Bergamo, viene da pensare a queste persone.

Tutti deceduti senza il conforto dei loro cari e delle loro famiglie, che non li vedranno mai più. Viene da pensare chi le deve onorare come vittime di una grande catastrofe sanitaria nazionale?

Peppe Fiorello ha lanciato un suo monito ai governanti chiedendo il lutto nazionale, che è la minima cosa che si possa fare per rendere omaggio a queste migliaia di uomini e donne. Dicono (come fosse una scusante ) che per lo più sono persone anziane e affette da altre patologie, a cui questo maledetto e subdolo virus ha tolto la vita.

Noi, Viterbix, La Fune e Funamboli, vogliamo rendere omaggio ai nostri connazionali deceduti e dedichiamo umilmente questa vignetta per chiedere anche noi il lutto nazionale.

 

 

 

800x120 (1)
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
Masicar300x300-optimize
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
lafune_300 x 600
Onda
monastero interno
domenicale post