Viterbix - "Servono soldi, subito"
27.SOLDI.SUBITO.
800 Monastero
VITERBIX - Dopo oltre un mese di blocco quasi totale delle attività sociali, produttive ed economiche, per molti inizia il momento della difficoltà di poter fare la spesa, sia alimentare che sanitaria, cioè manca la liquidità alle famiglie per poter tirare avanti e gestire l'ordinario giornaliero.

VITERBIX – Dopo oltre un mese di blocco quasi totale delle attività sociali, produttive ed economiche, per molti inizia il momento della difficoltà di poter fare la spesa, sia alimentare che sanitaria, cioè manca la liquidità alle famiglie per poter tirare avanti e gestire l’ordinario giornaliero.

Pensiamo ai disoccupati, ai dipendenti in cassa integrazione, agli artigiani, ai lavoratori autonomi, ai piccoli e grandi imprenditori che a loro volta debbono pagare stipendi e fornitori e così via discorrendo. Tutta una filiera economica che si è inceppata, causa pandemia coronavirus, ma che qualcuno ha il dovere istituzionale di rimettere in moto senza altri indugi. Dando soldi, non elemosina.

Aspettare l’Unione Europea è diventata una scelta stucchevole e poco produttiva di effetti. Si deve avere il coraggio di dare soldi subito agli italiani, ha ragione mario Draghi quando asserisce che adesso il problema non è il debito pubblico, adesso il problema è dare ossigeno a milioni di persone che sono in affanno economico causa l’emergenza coronavirus.

Gli italiani non mangiano burocrazia, modelli, decreti o altri supporti cartacei che allungano i tempi e allungano la liquidazione dei soldi stanziati, serve un’accellerazione burocratica, informatica e organizzativa che consente in tempi brevissimi di dare ristoro e risorse a chi non ne ha.

Se per qualcuno questi soldi e questa liquidità serve per vivere, per altri e sono tante persone che sono al limite della sopravvivenza e della povertà, altri milioni sono impantanati nella povertà, nell’isolamento e nella disperazione.

Basta chiacchiere e burocrazia, si deve procedere speditamente a dare soldi e liquidità ai cittadini italiani. Agli stessi a cui si chiedono sacrifici fisici e restrizioni personali e a cui si debbono garantire risorse economiche per tirare a campare.

800 Monastero
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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