
VITERBIX – Dopo oltre un mese di blocco quasi totale delle attività sociali, produttive ed economiche, per molti inizia il momento della difficoltà di poter fare la spesa, sia alimentare che sanitaria, cioè manca la liquidità alle famiglie per poter tirare avanti e gestire l’ordinario giornaliero.
Pensiamo ai disoccupati, ai dipendenti in cassa integrazione, agli artigiani, ai lavoratori autonomi, ai piccoli e grandi imprenditori che a loro volta debbono pagare stipendi e fornitori e così via discorrendo. Tutta una filiera economica che si è inceppata, causa pandemia coronavirus, ma che qualcuno ha il dovere istituzionale di rimettere in moto senza altri indugi. Dando soldi, non elemosina.
Aspettare l’Unione Europea è diventata una scelta stucchevole e poco produttiva di effetti. Si deve avere il coraggio di dare soldi subito agli italiani, ha ragione mario Draghi quando asserisce che adesso il problema non è il debito pubblico, adesso il problema è dare ossigeno a milioni di persone che sono in affanno economico causa l’emergenza coronavirus.
Gli italiani non mangiano burocrazia, modelli, decreti o altri supporti cartacei che allungano i tempi e allungano la liquidazione dei soldi stanziati, serve un’accellerazione burocratica, informatica e organizzativa che consente in tempi brevissimi di dare ristoro e risorse a chi non ne ha.
Se per qualcuno questi soldi e questa liquidità serve per vivere, per altri e sono tante persone che sono al limite della sopravvivenza e della povertà, altri milioni sono impantanati nella povertà, nell’isolamento e nella disperazione.
Basta chiacchiere e burocrazia, si deve procedere speditamente a dare soldi e liquidità ai cittadini italiani. Agli stessi a cui si chiedono sacrifici fisici e restrizioni personali e a cui si debbono garantire risorse economiche per tirare a campare.

















