Viterbix - Scarcerazione di mafiosi e tributo a Falcone, il cortocircuito istituzionale
STRAGE.CAPACI.IPOCRISIA.POLITICA.
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VITERBIX - Le istituzioni onorano gli eroi dell'antimafia e alcune di loro non hanno impedito la scarcerazione dei mafiosi, che gli eroi stessi hanno contribuito a carcerare con la loro battaglia e con il loro sacrificio.

VITERBIX – Stona e stride la scarcerazione di oltre 400 mafiosi per rischio Covid con la celebrazione del 23 maggio 2020 del 28° anniversario della strage di Capaci, dove Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della sua scorta: Vito Schifani, Rocco Dicilio e Antonio Montinaro; furono uccisi in un tremendo attentato da parte della mafia.

Stona e stride con il sentimento di gratitudine e affetto che tutti gli italiani tributano ogni anno a queste vittime della mafia, che sono morti per combattere il cancro sociale ed economico della malavita organizzata, per assicurare alla giustizia i mafiosi e debellare i loro loschi traffici con quello che è accaduto in questi mesi. Oltre 400 mafiosi sono stati scarcerati e inviati ai domiciliari per paura di contagio Coronavirus e alcune istituzioni non hanno fatto nulla se non agire tardivamente, e non si sa se efficacemente. Alla faccia della lotta alla mafia.

Le istituzioni onorano gli eroi dell’antimafia e alcune di loro non hanno impedito la scarcerazione dei mafiosi, che gli eroi stessi hanno contribuito a carcerare con la loro battaglia e con il loro sacrificio.

Anche qui la differenza è una S. Se a carcerazione si aggiunge una S diventa Scarcerazione. Succede inevitabilmente che a qualcuno appare evidente una forma di ipocrisia politica, che peraltro è quotidiana ed imperante.

Viterbix, La Fune e Funamboli hanno voluto sottolineare questo fatto. E’ un punto di riflessione, amaro ma reale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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