Viterbix, "Regalate due palle di Natale a chi non ce l'ha"
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Nella notte fonda e buia del governo Michelini si staglia un albero natalizio di vetro, creato da Viterbix. Un albero di vetro arricchito dai colori gialloblu della città.

Nella notte fonda e buia del governo Michelini si staglia un albero natalizio di vetro, creato da Viterbix. Un albero di vetro arricchito dai colori gialloblu della città.

E’ stato creato per fare gli auguri ai cittadini (e onestamente con questi amministratori ne hanno tanto bisogno … tanto …tanto ), ma anche per ricordare che l’amministrazione Michelini aveva promesso e favoleggiato una casa di vetro, in cui ci sarebbe stata trasparenza, chiarezza, linearità e condivisione.

Tutto è avvenuto meno quello promesso in tanti settori della vita cittadina. Un disastro su tutti i fronti che si è concretizzato in atti amministrativi deleteri per la città e fallimenti vari. Altro che casa di vetro. Bunker, cantine e scantinati amministrativi hanno reso inaccessibili, inqualificabili, inadeguati, impraticabili azioni di governo le cui conseguenze le hanno pagate i cittadini e la città.

E’ Natale e la città, grazie a Caffeina, è in festa e per tradizione ci si scambiano gli auguri e i regali. Viterbix fa gli auguri a tutti i viterbesi di buon Natale e buon 2017, con la speranza che ci porti le elezioni comunali anticipate. E vorrebbe regalare anche due palle …di Natale a chi non ce l’ha.

Attende indicazioni … e lancia l’idea di un regalo di cui molti hanno bisogno: regalate due palle di Natale a chi non ce l’ha!

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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