Viterbix, le regioni a colori e gli italiani neri
10.NERI.DI.RABBIA
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VITERBIX - In un anno di Covid 19 se ne sono viste di tutti i colori ma questi, distribuiti per Regioni, hanno il significato di condizionare la vita sociale ed economica di milioni di cittadini, che sono arrivati allo stremo della sopportazione.

VITERBIX – Chi di Speranza vive , disperato muore! Da domenica 17 l’Italia si è colorata di nuovo. In un anno di Covid 19 se ne sono viste di tutti i colori ma questi, distribuiti per Regioni, hanno il significato di condizionare la vita sociale ed economica di milioni di cittadini, che sono arrivati allo stremo della sopportazione.

Oltre il fatto che la povertà assoluta è raddoppiata e ha superato i 4 milioni di persone, c’è un disastro sociale, didattico, economico e speriamo non sanitario che attanaglia la nostra bella Italia.

Andrà tutto bene era il grido iniziale un anno fa. Poteva andare meglio oggi molti gridano, per il futuro non si sa. Torniamo ai colori che caratterizzano le regioni italiane: ci sono zone rosse, arancini, gialle e senza speranza per ora zone bianche.

L’avvicendarsi di questi colori ha creato e sta creando confusione e disorientamento nei cittadini che hanno perso il senso dei giorni, degli orari, delle chiusura, delle aperture, di quello che si può fare e non si può fare. L’unica certezza che possiamo testimoniare in questo momento è che gli Italiani sono Neri (colore adeguato) di rabbia.

Chi di speranza vive … Speriamo che il proverbio venga smentito.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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