Viterbix - "Le Pietà" a confronto, il capolavoro e la natura morta "amministrativa"
La Pietà
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"Le Pietà" di Viterbo messe a confronto dal principe della satira locale Viterbix. A sinistra il capolavoro di Sebastiano del Piombo, sommo pittore del Cinquecento che collaborò con l'inarrivabile Michelangelo Buonarroti. Un'opera stupenda, un pezzo importantissimo e custodito nel Museo Civico di piazza Crispi.

“Le Pietà” di Viterbo messe a confronto dal principe della satira locale Viterbix. A sinistra il capolavoro di Sebastiano del Piombo, sommo pittore del Cinquecento che collaborò con l’inarrivabile Michelangelo Buonarroti. Un’opera stupenda, un pezzo importantissimo e custodito nel Museo Civico di piazza Crispi.

Poi c’è “la Pietà” di Leotardo da Viterbo, Leotardo perché le cose promesse in campagna elettorale sono puntualmente in ritardo. Il quadro messo a confronto con quello di Del Piombo rappresenta “una natura morta” amministrativa, che da 4 anni si presenta spesso e volentieri agli occhi increduli della Città di Viterbo.

Oltretutto, sostiene Viterbix, Leotardo è un convinto discepolo di Cimabue (non il famoso pittore ma bensì del personaggio del carosello italiano) e come lui pasticcione e confusionario crea disastri amministrativi e politici a non finire. Simpatico era il ritornello che recitava: “Cimabue …Cimabue …fa una cosa ne sbaglia due!”. Leotardo da Viterbo, tale e quale …

La Pietà di Sebastiano andrà a Londra mentre  la Pietà di Leotardo, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, rimarrà in Viterbo sino al 2018.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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