Viterbix, l'avvocato del popolo e il mezzo lockdown
MEZZO.LOCKDOWN
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VITERBIX - La gestione principale competeva al Governo, che poi si sarebbe dovuto confrontare con le Regioni e anche con i Comuni.

VITERBIX – Nuovo DPCM , ennesimo decreto del nostro Primo Ministro, Presidente del Consiglio dei Ministri o Avvocato del Popolo come lui si è definito.

Siamo di nuovo in piena emergenza sanitaria, questa volta era prevista e ci ha presi di nuovo impreparati e titubanti ad affrontarla in maniera razionale.

La gestione principale competeva al Governo, che poi si sarebbe dovuto confrontare con le Regioni e anche con i Comuni.

Morale della favola ci è scappato un Lockdown cammuffato, che sta scontentando alcune categorie economiche, già in grossa difficoltà.
Sembra una beffa in quanto le stesse categorie erano, giustamente, state obbligate a investire per mettere in sicurezza i locali e rispettare i protocolli e le regole sanitarie.

Vengono anticipate le chiusure di queste attività di ristorazione, così si comprime il loro lavoro e la frequentazione dei clienti creando assembramenti.

Orari più ampi forse avrebbero garantito una distribuzione delle presenze migliore? Poi se il Covid sino alle 18 dorme si sveglia alle 18,01 è un altro discorso.

Oltre queste categorie si chiudono teatri e cinema, palestre e piscine. Anch’essi si erano allineati, previo investimento economico, alle regole imposte dal Governo e dalle Regioni. Dobbiamo pure tenere presente che questi sono quelli che hanno aperto, poi ci sono quelli che non hanno aperto più da marzo 2020.

Per farla breve paura e necessità di avere soldi e contributi adeguati, fame di denaro, sono gli elementi che ci caratterizzano, che caratterizzano il Popolo Italiano. Viterbix ha inteso affrontare questo argomento. In questo frangente ha voluto essere critico nei confronti dell’Avvocato del Popolo, che tra le altre cose si avvale di uomini di sua fiducia, molto discutibili ,che hanno ruoli strategici importanti. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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