Viterbix - L'amministrazione Michelini è diventata Zombieland
zombieland
Gli Stati Generali La Fune
Durante la discussione e la votazione del bilancio si sono visti aggirarsi consiglieri a mo' di Zombies amministrativi e politici, che dicevano una cosa e ne facevano un'altra, che votavano contro i loro emendamenti, che si insultavano a vicenda, che si addormentavano e si svegliavano di soprassalto votando contro o a favore senza sapere cosa non votavano o votavano.

L’amministrazione Michelini è diventata come Zombieland. La città governata da una maggioranza defunta e ridotta al lumicino che si attacca alla seconda convocazione per approvare il bilancio 2017 e grazie alla minoranza dei consiglieri ( 15 ) presenti in consiglio ( 32 ) approva un documento programmatico ed economico disastroso, questo è il segnale della fine.

Alla fine tra chi si tappava il naso, chi chiudeva gli occhi, chi si turava le orecchie, chi votava sotto il banco, chi faceva l’indifferente, chi fischiettava 15 consiglieri di maggioranza hanno votato questo documento flop, che dice tutto e non dice niente, come la replica finale del sindaco.

Un documento infarcito di orticelli da coltivare, di piccoli e grandi mancette, un emporio pubblico dove ogni consigliere di maggioranza “ha fatto spesa”. Insomma un mini-market che negli anni è diventato un ipermarket, non si sa ancora con quale licenza.

Durante la discussione e la votazione del bilancio si sono visti aggirarsi consiglieri a mo’ di Zombies amministrativi e politici, che dicevano una cosa e ne facevano un’altra, che votavano contro i loro emendamenti, che si insultavano a vicenda, che si addormentavano e si svegliavano di soprassalto votando contro o a favore senza sapere cosa non votavano o votavano.

Una lotta per la sopravvivenza politica, in pieno clima pre elettorale. Come nel film horror del 2009, in cui i sopravvissuti lottano contro i morti viventi e nel contempo lottano tra di loro. Il tutto nel degrado più totale. Viterbo politicamente e amministrativamente è diventata una Zombieland.

Michelini forte della sua debolezza procede alla distruzione politica, amministrativa ed economica di Viterbo. C’è rimasto solo un osso da rosicchiare … il resto è stato spolpato.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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