Viterbix, la fine d'anno e il collante chiamato Recovery
78.ANNAMO.BENE.
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VITERBIX - Simpaticamente vogliamo chiudere l'anno con una vignetta dedicata all'attore principale di questa vicenda DPCm , cioè il nostro Giuseppi ( la Lega ed il Pd ce l'hanno dato e guai a chi ce lo tocca).

VITERBIX – Si chiude l’anno più brutto e tremendo di questi ultimi cento anni dell’umanità, un anno orrendo e caratterizzato dal famigerato Covid-19 o Coronavirus. La pandemia sta attanagliando il mondo e l’Italia non sfugge a questa situazione sanitaria tremenda.

Questa situazione sanitaria ha prodotto disastri sociali ed economici davvero gravi e tutti i governi mondiali si sono trovati nella condizione di porre in essere azioni politiche e amministrative di contrasto non solo sanitario ma anche e ora soprattutto di natura sociale ed economica.

Il Governo Italiano, dichiarando lo stato di emergenza, ha scelto la strada dei DPCM e da febbraio 2020 ce ne sono stati circa 20. Sono stati decreti in successione sempre complessi, articolati e di difficile interpretazione.

Simpaticamente vogliamo chiudere l’anno con una vignetta dedicata all’attore principale di questa vicenda DPCm , cioè il nostro Giuseppi ( la Lega ed il Pd ce l’hanno dato e guai a chi ce lo tocca).

I suoi due angeli custodi Rocco e Domenico lo hanno ispirato e lui chiede solamente di poter, nel 2021, essere messo in condizioni di capire meglio i suoi decreti, prima che sia troppo tardi per lui e il suo governo.

Poi c’è tutta pletora di tecnici, commissari e task force, quanto ci saranno costati? La politica ha abdicato ai tecnici, per mancanza di coraggio? Comunque quel burlone di Renzi ogni tanto lo spaventa, ma piatto ricco mi ci ficco !!!

209 miliardi di euro del Recovery da gestire, come dicono a Viterbo, hanno la coda lunga e sono un buon collante per trovare le giuste intese. A buon intenditor poche parole.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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