Viterbix - La cena del centrodestra, la padella e la brace
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Ha destato scalpore il fatto che alcuni componenti del centrodestra cittadino siano andati a cena in un noto ristorante del centro, chiuso per turno ma aperto per l'occasione.

Ha destato scalpore il fatto che alcuni componenti del centrodestra cittadino siano andati a cena in un noto ristorante del centro, chiuso per turno ma aperto per l’occasione.

Alcuni esponenti del centrodestra cittadino non invitati hanno simpaticamente commentato il fatto culinario-politico, altri sempre non invitati si sono “incazzati” perché tra i partecipanti c’erano personaggi a loro non graditi, altri non hanno dato peso alla questione e non gliene frega niente di queste cenette.

Essendo una cenetta diciamo Aum … Aum … si pensava che il piatto forte e ricco potesse essere una bella “carbonara” , invece si è trattato solo di 4 “salti in padella” …

E’ normale e legittimo che ognuno mangi ciò che vuole con chi vuole … e una seratina tra pezzi del centrodestra non è uno scandalo, però l’unica raccomandazione che ci sentiamo di fare è quella di fare attenzione di non cadere dalla padella alla brace, sempre politicamente parlando.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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