
VITERBIX – In questi giorni, di accorati appelli allo scopo che tutti restino in casa, gira lo slogan “io resto a casa”. Ed è giusto che sia così.
Però c’è anche un’emergenza in questa emergenza dello stare tutti a casa, l’emergenza di chi la casa o una fissa dimora non ce l’ha.
Sicuramente ci sono cittadini, associazioni e parrocchie che si stanno dando da fare per proteggere anche queste persone sfortunate dal contagio del virus e poter portare loro conforto, cibo e indumenti.
Viterbix, con La Fune ed i Funamboli vuole rivolgere anche un pensiero a loro e si è ispirato a un famoso monologo, tra l’altro trasformato in un duetto storico con Mina, di Giorgio Gaber che interpretando il Signor G metteva a confronto un ricco e un povero, in riferimento alla rispettiva ricchezza e povertà, utilizzando le stesse frasi evidentemente modificate in base alla ricchezza e alla povertà.
E si prende a spunto quando il padre ricco va in collina e rivolto al figlio gli dice: guarda, tutto quello che vedi un giorno sarà tuo. Anche il padre povero porta suo figlio sulla collina e gli dice : guardae basta
Ci perdoni il Signor G, abbiamo riproposto un’immagine simile legata al coronavirus e per la situazione relativa a chi fortunatamente ha una casa e una fissa dimora e chi purtroppo non ha casa e non ha neanche una fissa dimora. Per i primi” resta a casa” mentre per gli altri “resta…. e basta”.
Una nota malinconica che ci può fare capire quanto siamo fortunati rispetto ad altri che non lo sono e che soffrono di un’altra malattia sociale che sta diventando cronica: la povertà.

















