Viterbix, il Signor G e il tema di chi una casa dove restare non ce l'ha
26.SIGNOR.G
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VITERBIX - In questi giorni, di accorati appelli allo scopo che tutti restino in casa, gira lo slogan "io resto a casa". Ed è giusto che sia così.

VITERBIX – In questi giorni, di accorati appelli allo scopo che tutti restino in casa, gira lo slogan “io resto a casa”. Ed è giusto che sia così.

Però c’è anche un’emergenza in questa emergenza dello stare tutti a casa, l’emergenza di chi la casa o una fissa dimora non ce l’ha.

Sicuramente ci sono cittadini, associazioni e parrocchie che si stanno dando da fare per proteggere anche queste persone sfortunate dal contagio del virus e poter portare loro conforto, cibo e indumenti.

Viterbix, con La Fune ed i Funamboli vuole rivolgere anche un pensiero a loro e si è ispirato a un famoso monologo, tra l’altro trasformato in un duetto storico con Mina, di Giorgio Gaber che interpretando il Signor G metteva a confronto un ricco e un povero, in riferimento alla rispettiva ricchezza e povertà, utilizzando le stesse frasi evidentemente modificate in base alla ricchezza e alla povertà.

E si prende a spunto quando il padre ricco va in collina e rivolto al figlio gli dice: guarda, tutto quello che vedi un giorno sarà tuo. Anche il padre povero porta suo figlio sulla collina e gli dice : guardae basta

Ci perdoni il Signor G, abbiamo riproposto un’immagine simile legata al coronavirus e per la situazione relativa a chi fortunatamente ha una casa e una fissa dimora e chi purtroppo non ha casa e non ha neanche una fissa dimora. Per i primi” resta a casa” mentre per gli altri “resta…. e basta”.

Una nota malinconica che ci può fare capire quanto siamo fortunati rispetto ad altri che non lo sono e che soffrono di un’altra malattia sociale che sta diventando cronica: la povertà.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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