Viterbix - Il dolore di seppellire tante persone senza neanche l'ultimo saluto


VITERBIX - Lutto nazionale, serve proclamare almeno il lutto nazionale per le vittime del Covid-19.
VITERBIX – Lutto nazionale, serve proclamare almeno il lutto nazionale per le vittime del Covid-19. Quanto sta accadendo in questi terribili giorni aggiunge strazio allo strazio. Persone che vengono portate via dalla loro case e non fanno più ritorno. Ingoiate da un mostro che mai avremmo immaginato di avere in casa.
Il tutto senza neanche l’ultimo saluto dei cari e senza un funerale. Misure giuste, senza dubbio, perché necessarie. Ma andrebbe dato un segnale, sanata l’eccezionalità del momento con un gesto collettivo forte.
Come, giustamente, si canta l’inno dai balconi. Come, molto giustamente, si fanno gli applausi ai medici. Così servirebbe un momento di silenzio per chi non ce l’ha fatta.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

















