Viterbix, "Il campanile di Camerino come simbolo per non mollare"
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Un pezzo del campanile della chiesa di Camerino è stato deposto a terra e diventa per Viterbix il simbolo di una speranza per un suo pronto ritorno in cima al campanile, da cui dominava il comune e le valli e faceva sentire il suono delle sue campane, ed era simbolo concreto della collettività e della vita comune.

Affinché nessuno dimentichi … Così il nostro Viterbix continua a disegnare del terremoto del Centro Italia. Dopo le parole del sindaco di Amatrice in Parlamento e i paventati timori che le istituzioni lascino sole le centinaia di migliaia persone coinvolte nel drammatico evento del terremoto del 2016 e anche quelli precedenti, dedichiamo un pensiero e un disegno ai nostri connazionali che stanno vivendo questo incubo esistenziale.

Un pezzo del campanile della chiesa di Camerino è stato deposto a terra e diventa per Viterbix il simbolo di una speranza per un suo pronto ritorno in cima al campanile, da cui dominava il comune e le valli e faceva sentire il suono delle sue campane, ed era simbolo concreto della collettività e della vita comune.

Un simbolo di speranza che si estende alle case dei centri storici devastate e distrutte, che dovranno ritornare a essere abitate e fruibili per le popolazioni che oggi ne piangono la distruzione e l’abbandono.

La Fune e Viterbix ringraziano, con doveroso apprezzamento e ammirazione, i tanti volontari, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, anche della nostra provincia, che sicuramente non si dimenticano di questi luoghi e di questi nostri fratelli italiani.

I sindaci non debbono mollare …

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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