Viterbix, evviva la Repubblica Italiana
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VITERBIX - Il Coronavirus è stato devastante anche perché ci ha tolto questi momenti di orgoglio italiano e gioia sociale.

VITERBIX – Due giugno, festa della Repubblica Italiana. Quest’anno una ricorrenza diversa, molto diversa da come gli anni precedenti la vivevamo e la festeggiavamo.

Il Coronavirus è stato devastante anche perché ci ha tolto questi momenti di orgoglio italiano e gioia sociale.

Noi vogliamo festeggiare questa giornata ricordando i caduti della guerra, che con il loro sacrificio ci consentirono di costituire la Repubblica Italiana, ma vogliamo ricordare anche gli oltre 33.000 italiani morti del Covid 19, che sono stati vittime di questa pandemia terrificante.

Simbolicamente deponiamo una rosa rossa su tutte le tombe, cimiteri e luoghi dove sono sepolte le vittime della seconda guerra mondiale e lo facciamo anche per ricordare i nostri connazionali, vittime di una guerra sanitaria inaspettata e violenta.

Un piccolo omaggio dal profondo del nostro cuore, speriamo che in un prossimo futuro si possa registrare la dichiarazione del lutto nazionale affinché l’Italia intera possa onorare la memoria di questi oltre 33.000 morti di Coronavirus. W l’Italia, W la Repubblica Italiana. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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