Viterbix, "Erinna non deve chiudere, ognuno faccia la sua parte"
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L'Associazione Erinna non può e non deve chiudere, sarebbe una sconfitta per gli enti locali e per le istituzioni pubbliche che rappresentano i cittadini ma sarebbe, soprattutto, un'ulteriore atto di violenza contro le donne.

L’Associazione Erinna non può e non deve chiudere, sarebbe una sconfitta per gli enti locali e per le istituzioni pubbliche che rappresentano i cittadini ma sarebbe, soprattutto, un’ulteriore atto di violenza contro le donne.

Ai proclami e alle promesse è necessario dare concretezza, ci vogliono finanziamenti e contributi che permettano di poter portare avanti la costosa gestione di questo servizio essenziale per tutte le donne con seri problemi. Poche chiacchiere e più fatti, meno ipocrisia.

Le volontarie di Erinna sono arrivate allo stremo delle risorse economiche, hanno anche alimentato le strutture con i propri danari ma non riescono più a sostenere da sole il peso consistente  di una gestione economica.

Chi può e chi deve intervenire lo deve fare tempestivamente senza se e senza ma. Gi amministratori debbono garantire un futuro a un servizio indispensabile per centinaia di donne vittime delle bestialità degli uomini che dicono di amarle e per amore usano loro violenza se non le uccidono.

Questa è una bestemmia bella e buona … Viterbix e La Fune vogliono spezzare una lancia in favore di questa associazione di volontariato benemerita e cercheranno per quanto di loro competenza di essere utili e conseguenziali in senso economico a questo loro sentimento di gratitudine e di ammirazione per Erinna. Che ognuno faccia il proprio dovere …. non a chiacchiere ma con i fatti.

 

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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