Viterbix e l'esordio di Giuseppe Conte nel M5S
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VITERBIX -

VITERBIX – L’ex Premier Conte rientra in campo e dove aver avuto l’investitura di Grillo, ha fatto un incontro in videoconferenza con i deputati e senatori le Movimento 5 Stelle e ha comunicato un cambio di passo nei rapporti, nei sistemi e nelle alleanze.

Comunque la prima cosa che ci ha tenuto a chiedere è un rapporto un po’ più confidenziale tra loro: diamoci del tu è la sua prima richiesta, poi ha continuato dicendo: chiamatemi Giuseppe.

Ha fatto bene il Giuseppi di Trump a chiarire che lui è Giuseppe Conte e non Antonio Conte (l’allenatore dell’Inter capolista del campionato di serie A).

Infatti sembra che molti pentastellati, non si sa se di fede interista o di altre squadre, gli chiedessero spesso notizie del fenomeno Lukaku.

Allora a scanso di equivoci e fraintendimenti è bene che tutti sappiano che lui si chiama Giuseppe e non Antonio.

Come inizio non c’è male. Difendere la propria identità è giusto e opportuno, peccato che il M5S la propria identità l’ha smarrita da molto tempo. Sono gli effetti collaterali del potere.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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