
VITERBIX – Grillo dixit: “13 febbraio 2021, vi ricorderete questa data, perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là”.
L’anatema del capo storico e fondatore del M5S è partito, i circa 30 tra senatori e deputati che hanno votato no, e sembra che anche chi si è astenuto, dovrebbero essere espulsi dal Movimento.
A breve sapremo i risvolti disciplinari di questa spaccatura in seno ai pentastellati, che comporterebbe la formazione di un nuovo gruppo di opposizione, per cui Fratelli d’Italia non sarebbero soli a stare di là.
Di qua è naturalmente la maggioranza policromatica che sostiene Draghi. Lo zoccolo duro del Movimento dissente sia su come è stato posto il quesito sibillino da Crimi e sia sulla conseguente squadra di Governo fatta da Draghi.
L’arbitro non “imparziale” Grillo ha deciso o di qua o di là, ma a noi sembra un arbitro molto partigiano e interessato. Però le regole del gioco del Movimento sono queste, in fondo le hanno accettate tutti.
E’ chiaro che se l’arbitro mostrerà il cartellino rosso “di là” di espulsione, la rottura interna sarà definitivamente sancita.


















