Viterbix e il Mes a Cinque Stelle
72.COME.SI.CAMBIA
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VITERBIX - E' vero che il potere logora chi non ce l'ha, come diceva il buon Andreotti. Però è anche vero che si cerca di tenerlo a tutti i costi, e costi quel che costi anche a rinnegare i principi per cui si era creato un movimento o un partito.

VITERBIX – E’ vero che il potere logora chi non ce l’ha, come diceva il buon Andreotti. Però è anche vero che si cerca di tenerlo a tutti i costi, e costi quel che costi anche a rinnegare i principi per cui si era creato un movimento o un partito.

Anche il Movimento 5 Stelle non sfugge a questa attrazione fatale che ha il potere e i posti di comando che ne derivano. Nato con i vaffa e come movimento anticasta, contro tutti i privilegi, contro i nepotismi, contro gli accentramenti di potere, contro atti antidemocratici e autoritari, contro i favoritismi a favore della meritocrazia, contro la Tav, contro la Vax, contro la Tap, contro l’Euro, contro gli F35, contro i tre mandati, contro le alleanze di governo, contro la TV, contro gli indagati (degli altri) , tutto in streaming e niente secretato, insomma erano contro tutto e contro tutti, principalmente in politica contro la Lega e contro il Pd.

Ora sono riusciti nell’impresa di fare prima un governo gialloverde con la Lega e successivamente un altro governo giallorosso con il Pd, tutto il contrario di quello a cui erano contrari.

Da mesi stavano gridando forte e chiaro, hanno bloccato tutto in nome di questo sacrosanto principio: “No al MES” è una truffa e non è adeguato. Oggi scopriamo che per amore del posto e del potere quel no convinto e sbandierato al mondo è diventato un sì convinto e amorevole per il premier Conte.

Hanno ragione i cittadini a dire che sono tutti uguali e che sono tutti succubi e affascinati dal potere e dagli effetti benefici che ne traggono gli eletti e chi siede nella cabina di regia?

Simpaticamente ci è sembrato opportuno ironizzare su tutti questi no del M5S che sono diventati sì, in pratica è diventato MES a Cinque stelle.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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