
VITERBIX – E’ vero che il potere logora chi non ce l’ha, come diceva il buon Andreotti. Però è anche vero che si cerca di tenerlo a tutti i costi, e costi quel che costi anche a rinnegare i principi per cui si era creato un movimento o un partito.
Anche il Movimento 5 Stelle non sfugge a questa attrazione fatale che ha il potere e i posti di comando che ne derivano. Nato con i vaffa e come movimento anticasta, contro tutti i privilegi, contro i nepotismi, contro gli accentramenti di potere, contro atti antidemocratici e autoritari, contro i favoritismi a favore della meritocrazia, contro la Tav, contro la Vax, contro la Tap, contro l’Euro, contro gli F35, contro i tre mandati, contro le alleanze di governo, contro la TV, contro gli indagati (degli altri) , tutto in streaming e niente secretato, insomma erano contro tutto e contro tutti, principalmente in politica contro la Lega e contro il Pd.
Ora sono riusciti nell’impresa di fare prima un governo gialloverde con la Lega e successivamente un altro governo giallorosso con il Pd, tutto il contrario di quello a cui erano contrari.
Da mesi stavano gridando forte e chiaro, hanno bloccato tutto in nome di questo sacrosanto principio: “No al MES” è una truffa e non è adeguato. Oggi scopriamo che per amore del posto e del potere quel no convinto e sbandierato al mondo è diventato un sì convinto e amorevole per il premier Conte.
Hanno ragione i cittadini a dire che sono tutti uguali e che sono tutti succubi e affascinati dal potere e dagli effetti benefici che ne traggono gli eletti e chi siede nella cabina di regia?
Simpaticamente ci è sembrato opportuno ironizzare su tutti questi no del M5S che sono diventati sì, in pratica è diventato MES a Cinque stelle.


















