
VITERBIX – Il premier italiano si è presentato con il cappello in mano sia alla Camera che al Senato per chiedere voti di fiducia a un Governo che non c’è più da quando Renzi d Italia Viva in pratica lo hanno sfiduciato.
Dall’alto della sua presunzione è convinto che quei voti che mancano per governare si raccattano, perché ci sono i responsabili i voltagabana, i crostruttori gli opportunisti e chi più ne ha più ne metta.
Chiedere la carità di un pugno di voti per continuare a vivacchiare alla giornata non sembra un gesto esaltante, al netto di dimostrare a Renzi che si può governare, per ora, senza di lui. E soprattutto non garantisce i numeri necessari a guidare il Paese con tranquillità e stabilità.
Il dualismo ha prevalso per entrambi i contendenti. La rivalità tra di loro ha spinto a fare questo passaggio poco dignitoso, politicamente parlando, ma che fa sopravvivere il Giuseppi nazionale.
Mattarella che farà? Chi sa chi lo sa … intanto l’Arca di Conte va


















