Viterbix - Bye bye "The Donald"
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VITERBIX - Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Questo quanto hanno deciso gli Stati Uniti, il popolo degli States. 

VITERBIX – Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Questo quanto hanno deciso gli Stati Uniti, il popolo degli States. 

Donald Trump esce di scena, anche se l’azione di polarizzazione del Paese portata avanti in questi anni si è manifestata nelle urne e ha ottenuto un fiume di voti. Non gli sono bastati per la riconferma e oggi sbatte i piedi e minaccia sfaceli legali, non riconoscendo la vittoria del democratico. 

Un atteggiamento che non gli rende certo onore ma che è in linea con il personaggio. Per Trump la politica non esiste, lo ha dimostrato tante volte. La sua comunicazione è la prova vivente di una nuova dimensione oltrepolitica che potremmo definire trumpismo. 

L’attacco ai media non allineati, la costruzione di fake news per rendere ridicoli gli avversari. La politica di Trump ha prodotto effetti positivi sull’economia e sull’occupazione, questo lo dicono i numeri. Ha, al tempo stesso, aumentato le differenze nel tessuto sociale americano e reso l’America un posto più diviso, aggressivo, meno mite e maggiormente individualista e violento. Il suo gioco è finito. Ora i repubblicani, pezzo importante della democrazia americana, dovranno ricostruirsi all’interno e manderanno in soffitta il trumpismo a cui erano stati costretti, spesso malvolentieri, a inginocchiarsi. 

Il personalismo spinto di Trump tramonta. Finisce nella maniera peggiore, con colpi di coda inutili che suonano come schiaffi insopportabili alla democrazia americana. Biden è il nuovo presidente. Forgiato dal dolore riuscirà a restituire una profondità di pensiero sulla questione Covid-19 e su quella ambientale e sociale che purtroppo è tanto mancata negli ultimi quattro anni. Il nostro Viterbix ha voluto raccontare con una vignetta questo momento storico, con tanto di The Donald dalla mascherina non indossata ma portata in mano. A riconferma della sua incapacità a leggere i tempi che corrono perché troppo concentrato sul proprio ombelico. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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