
VITERBIX – Durante questa emergenza, che peraltro è stata protratta sino a dicembre 2020, ci sono state difficoltà, incomprensioni, ritardi e tutta una serie di situazioni particolari legate ai soldi che sono arrivati pochi e tardi, soprattutto non sono arrivati a tutti e sono passati tre mesi dall’inizio dei primi finanziamenti ai cittadini e alle imprese.
Per non parlare della vicenda delle mascherine e supporti sanitari. Comunque non è il caso ora di fare polemiche o cercare responsabili delle carenze palesate a ogni livello amministrativo e politico.
In tutto questo c’è stato un’appello fatto dal Premier che è stato davvero esilarante: chiedere alla banche un atto di amore verso i cittadini e le imprese.
Questo fatto è stato preso, come era giusto, con ilarità e senza alcuna speranza o possibilità d’accoglimento.
Viterbix ci ha pensato e ripensato e ha prodotto una vignetta sul tema. Per eseguirla ha preso lo spunto dall’espressione che un suo amico ha esternato rispetto a questo invito del Premier, il suo amico si è espresso in questi termini: “Chiedere alle banche un atto di amore è come chiedere a Dracula di baciare sul collo senza succhiare il sangue”.
E’ una descrizione simpatica, scherzosa che può rendere l’idea della inutilità di questo invito, sapendo quali sono gli obiettivi e le strategie economiche degli istituti di credito, che per loro legittima natura trasformano i cittadini e le imprese in debitori. Quale può essere l’atto di amore tra un creditore e un debitore?
L’avvocato del popolo, secondo Viterbix e il suo amico, in questo passaggio è stato populista alla grande, con un risvolto comico e surreale.


















