Viterbix - Banche, atti d'amore e Dracula
41.ATTO.DI.AMORE.
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VITERBIX - L'avvocato del popolo, secondo Viterbix e il suo amico, in questo passaggio è stato populista alla grande, con un risvolto comico e surreale.

VITERBIX – Durante questa emergenza, che peraltro è stata protratta sino a dicembre 2020, ci sono state difficoltà, incomprensioni, ritardi e tutta una serie di situazioni particolari legate ai soldi che sono arrivati pochi e tardi, soprattutto non sono arrivati a tutti e sono passati tre mesi dall’inizio dei primi finanziamenti ai cittadini e alle imprese.

Per non parlare della vicenda delle mascherine e supporti sanitari. Comunque non è il caso ora di fare polemiche o cercare responsabili delle carenze palesate a ogni livello amministrativo e politico.

In tutto questo c’è stato un’appello fatto dal Premier che è stato davvero esilarante: chiedere alla banche un atto di amore verso i cittadini e le imprese.

Questo fatto è stato preso, come era giusto, con ilarità e senza alcuna speranza o possibilità d’accoglimento.

Viterbix ci ha pensato e ripensato e ha prodotto una vignetta sul tema. Per eseguirla ha preso lo spunto dall’espressione che un suo amico ha esternato rispetto a questo invito del Premier, il suo amico si è espresso in questi termini: “Chiedere alle banche un atto di amore è come chiedere a Dracula di baciare sul collo senza succhiare il sangue”.

E’ una descrizione simpatica, scherzosa che può rendere l’idea della inutilità di questo invito, sapendo quali sono gli obiettivi e le strategie economiche degli istituti di credito, che per loro legittima natura trasformano i cittadini e le imprese in debitori. Quale può essere l’atto di amore tra un creditore e un debitore?

L’avvocato del popolo, secondo Viterbix e il suo amico, in questo passaggio è stato populista alla grande, con un risvolto comico e surreale.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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