Viterbix - A chi ponti d'oro e a chi ponteggi
viterbix michelini
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Questa amministrazione guidata da "Leotardo da Viterbo", nel senso che arriva in ritardo sui temi importanti per la città, si è distinta spesso e volentieri per la diversità dei trattamenti amministrativi nei confronti di associazioni e dei cittadini.

Questa amministrazione guidata da “Leotardo da Viterbo”, nel senso che arriva in ritardo sui temi importanti per la città, si è distinta spesso e volentieri per la diversità dei trattamenti amministrativi nei confronti di associazioni e dei cittadini.

Ci sono associazioni di livello superiore e quello di basso censo, così anche i cittadini ci sono quelli più migliori assai e quelli non degni di attenzione amministrativa.

Tanti disastrosi capolavori e tante incompiute hanno caratterizzato l’estro di questo periodo buio e caotico del governo dell’uomo che “campa del suo ..o meglio dire Vivaia del suo”.

Ultima chicca è quella di aver consentito in un momento importante per la città l’installazione di un ponteggio lungo il percorso di San Pellegrino in Fiore, manifestazione floreale di grande effetto e che rende la città colorata e colorita.

Ma i benemeriti organizzatori di San Pellegrino in Fiore non sono come gli altri organizzatori di manifestazioni cittadine che in questi anni hanno avuto tappeti rossi e porte aperte ovunque. Perché non si è aspettato a consentire l’installazione dei ponteggi dopo l’evento floreale? La destra sa cosa fa la sinistr ? Oppure tutto è lasciato al caso e all’improvvisazione amministrativa?

“Leotardo da Viterbo” sicuramente dirà che non sapeva nulla … e pure questo rientra nella norma di questi anni.

L’unico principio che si continua ad affermare è quello di un’amministrazione che divide i cittadini e le associazioni in: “figli e figliastri”. Ai primi sempre e comunque ponti d’oro, gli altri si debbono accontentare di “ponteggi”. Così la vede VITERBIX.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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