Viterbium, spopola sul web la game series tutta made in Viterbo
Gruppo (1)
Stati Generali 02 800x120
Da diverse settimane sta spopolando sui social una serie di video riguardanti un interessante progetto di promozione del territorio che ha in sé qualcosa di straordinariamente innovativo e geniale. Il nome del progetto è Viterbium, una game series tutta da scoprire

Da diverse settimane sta spopolando sui social una serie di video riguardanti un interessante progetto di promozione del territorio che ha in sé qualcosa di straordinariamente innovativo e geniale. . Lo confesso, mi ha sorpreso il fatto che protagonista di questa serie fosse proprio la Tuscia.
Il nome del progetto è Viterbium – La caccia al tesoro e si tratta di una game-series, cioè un ibrido tra un film, una serie web e un videogioco. Tanto mi sono appassionata che ho deciso di rivolgere qualche domanda ad uno dei suoi creatori, Mattia Marcucci.

Ciao Mattia, confesso che sono un po’ emozionata, sono già una vostra fan sfegatata. E tra l’altro questa è pure la mia prima intervista! Quindi inizio timidamente prendendo in prestito una citazione cinematografica: “Chi siete? cosa portate? Sì, ma quanti siete?” aggiungerei “da dove venite?” perché ho sentito accenti diversi…

“Siamo noi a essere emozionati! È bello avere dei fan, non siamo abituati. Inoltre, essere i primi intervistati della tua rubrica ci riempie di gioia.
Dunque, è difficile definire quanti siamo, perché al progetto già partecipano diverse anime e ogni giorno se ne aggiungono di nuove; quindi, direi: un gruppo “variopinto” con un obiettivo comune. L’idea nasce da me e Chiara Bonome, fondatori della compagnia teatrale e cinematografica TRAME, e da La Festa Triste – Game Series girata due anni fa sui Monti Cimini e vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Per questo siamo stati invitati ad intervenire alle lezioni del corso di “Scrittura, Storytelling e Produzione Multimediale” del professor Giacomo Nencioni, all’Università degli Studi della Tuscia. Ad accompagnarci in questa avventura sono anche Caterina De’ Medici ed Emanuele Brodo di UniVerso Giovani. La collaborazione tra queste tre realtà farà nascere il progetto Viterbium.
Inoltre, poco dopo l’uscita della puntata pilota ci hanno offerto la loro disponibilità anche Alberto Pichardo dell’Istituto Alessandro IV, l’Ufficio Turistico di Viterbo e Paolo Berni.
Per quanto riguarda le provenienze, siamo quasi tutti di zona, tra Roma e Viterbo, mentre gli attori e i tecnici vengono da ogni parte d’Italia. Sono tra i giovani professionisti più preparati a livello nazionale e siamo onorati della loro presenza nel nostro progetto.
Alcuni degli accenti interpretati dagli attori non sono della località d’origine: per esempio Chiara David (Lara) nella serie parla in napoletano, ma è romana. Abbiamo scelto di impiegare l’utilizzo di accenti di diverse parti d’Italia per dare un respiro più “nazionale” alla serie, anche con lo scopo di coinvolgere più persone possibile, sempre con l’obiettivo di contribuire alla crescita del turismo nella Tuscia. Inoltre, per fini di sceneggiatura, la presenza di personaggi che non sono di Viterbo ci permette di spiegare e raccontare loro (e di conseguenza agli utenti) storie, miti, leggende e usanze della Tuscia come si spiegherebbero a dei visitatori della città.”

Da guida turistica che da anni cerca di promuovere – nel suo piccolo e con umili mezzi – il territorio della Tuscia, puoi immaginare il mio entusiasmo nel vedere la puntata pilota della vostra game-series: mi sono divertita e ne ho già visto le potenzialità. Ce ne puoi parlare in maniera un po’ più approfondita?

“Viterbium vuole essere il tentativo di raccontare un territorio attraverso diversi sistemi audiovisivi (fiction – documentari – pubblicità – quiz a premi) collegabili tra loro con il format Game Series. Il nostro scopo è quello di far vivere all’utente un’esperienza che sia la più completa possibile, ricca di divertimento e avventura, ma al tempo stesso formativa. L’interattività sarà propedeutica al gioco ma anche, e soprattutto, un modo per approfondire gli argomenti o i luoghi mostrati nella storia creando una vera e propria narrazione con appendici multimediali utilizzabili anche al di fuori della Game Series. Dopo il successo di Bandersnatch su Netflix, si è ricominciato a parlare di progetti interattivi, speriamo sia da traino anche per Viterbium.”

Ditecelo chiaramente: di che cosa avete bisogno per realizzare il vostro progetto? E come pensate di ottenerlo?

“Sembra banale, ma avremo bisogno dell’aiuto di tutti, soprattutto in questa prima fase in cui l’aspetto più importante è informare e far scoprire il progetto. Sempre più persone si stanno avvicinando a Viterbium e questo è fondamentale. Per produrre la serie, più competenze, strutture, associazioni, singoli cittadini ci saranno, più sarà possibile fare un buon lavoro. Accoglieremo tutti coloro che vorranno darci una mano, inserendoli attivamente nella produzione: vogliamo sia un progetto di tutti! A livello economico, abbiamo calcolato che una puntata base, comprensiva di un episodio di circa 8 minuti, un documentario e un video “tranello” verrebbe a costare circa 17.500 euro. All’interno del budget ci sono voci come “vitto e alloggio per la troupe e per gli attori”, oppure “trasporti”, tutte spese che possono diminuire nel caso, per esempio, che qualche albergo o qualche ditta di affitto furgoni accetti di fare da sponsor. Ovviamente, in questa prima fase di crowdfunding, non verranno presi in considerazione gli sponsor perché potremmo non trovarli; quindi, per ora, potremo garantire solo le puntate che riusciremo a finanziare con la raccolta fondi online.”

Da diverse settimane sui vostri canali social state promuovendo Viterbium con diversi video realizzati per strada: intervistate persone chiedendo loro se conoscono il vostro progetto e se lo finanzierebbero. Ma ci vedo anche un simpatico tentativo di capire “che aria tira” in città… Che tipo di risposte ricevete? Dimostrano interesse?

“Sì, è vero, le interviste hanno diversi scopi. Tutti sembrano molto interessati e partecipativi, in realtà fino ad ora abbiamo registrato quasi un sorprendente 100% di feedback positivi e tutto questo affetto è meraviglioso! Diciamo che il fuoco si affievolisce un po’ quando si scopre il costo a puntata… credo nessuno immagini quanto possa costare realizzare un progetto del genere.”

Col crowdfunding in genere si trova un sostegno “dal basso”: sarebbe davvero un segnale importante se alla promozione del territorio attraverso un mezzo così innovativo partecipasse tutta la popolazione della Tuscia e magari anche quelli che sono già stati qui e se ne sono innamorati (e ce ne sono tanti, lo posso testimoniare!). Ma le istituzioni vi stanno sostenendo?

“Per noi è fondamentale partire dal crowdfunding per tante motivazioni.
La prima: produzione. Servono molti soldi per realizzare le 10 – 11 puntate che ci siamo prefissati e sappiamo bene che fondi pubblici e sponsor hanno risorse limitate e un iter abbastanza lungo. Per far partire una macchina del genere avremo bisogno, almeno in prima battuta, di risorse sicure così da poter avviare la produzione: in questo caso, il crowdfunding è il miglior modo di finanziamento. Inoltre, impostando una campagna a step saremo in grado di capire, prima di parlare con sponsor ed enti pubblici, quante puntate possiamo garantire senza i loro fondi. Questo darà una maggiore forza e indipendenza al progetto.
Seconda: distribuzione. Un progetto del genere avrà bisogno del sostegno dell’utenza web in tutte le sue fasi. Sarà fondamentale avere migliaia di condivisioni, in modo tale che la serie raggiunga tutta Italia e speriamo anche altri paesi (verrà sottotitolato in inglese). Sarà più facile ottenere un risultato simile se molti avranno contribuito a finanziare il progetto anche in minima parte, perché svilupperanno un senso di appartenenza profondo e cercheranno di agevolarne la diffusione.
Terza: pubblicità. La serie avrà bisogno di essere conosciuta e condivisa. Per strutturare una campagna crowdfunding si è praticamente costretti a iniziare l’attività di marketing prima della realizzazione del progetto, permettendo così di sviluppare la “viralità” già nella fase embrionale. Questo sarà fondamentale anche in vista della ricerca di fondi pubblici e sponsor: è più facile finanziare qualcosa che già abbia un suo nome.
Quarta: etica. È una serie che può far bene al territorio, ai cittadini e alle attività, quindi ci è sembrato il sistema più giusto con cui iniziare questa avventura. Sinceramente, abbiamo solo accennato l’idea agli enti pubblici, non abbiamo ancora iniziato con gli incontri ufficiali. Vogliamo prima vedere se ci sarà il sostegno della popolazione, poi tutto il resto.”

Bene, Mattia, grazie per la tua disponibilità. Insieme a tutta la redazione di La Fune vi facciamo un immenso in bocca al lupo. Vuoi concludere con l’immancabile appello ormai diventato un simpatico tormentone dei vostri video?

“Viva il lupo e sostenete VITERBIUM!”

800 Confartigianato
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
asvis 2
aiac_banner_01
lafune_300 x 600
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
monastero interno