Viterbesi nel mondo – Virna Pasquinelli, da Vetralla a Londra. Qui lavora a produzioni teatrali sugli eroi Disney
Virna 0
800 Confartigianato
Continua la nostra "caccia" sulle tracce dei viterbesi sparsi per il mondo. Oggi vi raccontiamo Virna Pasquinelli, trentenne, casa e lavoro a Londra. Qui ha trovato la sua strada, partendo da Vetralla. E fa qualcosa di veramente "cool".

di Roberto Pomi

 

Continua la nostra “caccia” sulle tracce dei viterbesi sparsi per il mondo. Oggi vi raccontiamo Virna Pasquinelli, trentenne, casa  e lavoro a Londra. Qui ha trovato la sua strada, partendo da Vetralla. E fa qualcosa di veramente “cool”. 

 

Raccontaci come vivi oggi: dove ti trovi, che lavoro fai, come passi le giornate, cosa ti piace fare…

“Mi trovo a Londra, faccio la modista (milliner) e passo le giornate creando copricapi, cappelli e costumi per varie produzioni teatrali come per esempio “Il re leone”, “Aladin” e “Shreck” della Disney. Nel frattempo sto sviluppando il mio marchio di cappelli per una clientela dal gusto o lo stile di vita alternativo.

Quando non lavoro mi piace andare in giro per musei e gallerie d’arte. Adoro i mercati e le caffetterie e i match di wrestling di Lucha Britannia”.

Quando hai deciso di andare via dalla Tuscia e perché?

“Ho deciso di andare via quando avevo ventuno anni. Il piano era di andare in Inghilterra per un anno, imparare l’inglese, prendere lo IELTS per poi iniziare un’accademia di moda ad Amsterdam. Un piano perfetto che poi è cambiato con il tempo”.

Raccontarci il giorno della partenza. Cosa ha fatto e cosa hai pensato?

“Il giorno della partenza era come se nella mia testa ci fossero state le montagne russe. Ero felice poi triste, poi stressata e poi tranquilla. Avevo paura di prendere l’aereo da sola, avevo paura di perdermi una volta arrivata, ma ero eccitata e non vedevo l’ora di cominciare un nuovo capitolo”.

Pensi mai alla Tuscia? Cosa ti manca?

“Ovvio che ci penso alla Tuscia! A parte la famiglia mi mancano le serate da Lucio con le amiche di “villa arzilla”, l’acquacotta e il Bullicame”.

Cosa non ti manca?

“Non mi mancano i martedi sera in centro dove non c’è un’anima in giro e i pullman della Cotral”.

Pensi mai di ritornare? Perché?

“Penso di ritornare da grande, per invecchiare con le mie sorelle e mio fratello”.

Cosa hai portato via della tua terra d’origine con te nella valigia?

“L’olio, e me ne prendo una bottiglia ogni volta che scendo!”.

Le tre differenze positive più importanti tra quello che c’è dove ti trovi ora e la tua terra d’origine?

“I milioni di corsi professionali accessibili a tutti che ti danno la possibilità di studiare e lavorare allo stesso tempo.
Le migliaia di attività che ci sono dappertutto e tutta la settimana. Il melting pot di culture e l’odore di spezie”.

Le tre differenze negative?

“Brexit. La vita così cara che se ci sei andato a paro alla fine del mese vuol dire che è stata una mesata grandiosa. Brexit”.

Un saluto a chi è rimasto a casa, un consiglio ai giovani viterbesi …

“Giovani viterbesi andatevene! Anche solo per qualche mese. Andate ovunque che non sia Italia. Vi aiuterà a crescere e conoscervi. E siate aperti per le nuove amicizie. Non ghettizzatevi con altri italiani a lamentarvi della pasta scotta. Esplorate, mischiatevi, fate le figuracce e divertitevi. Un bacione a tutti!”.

 

[ngg_images source=”galleries” container_ids=”548″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_thumbnails” override_thumbnail_settings=”1″ thumbnail_width=”300″ thumbnail_height=”200″ thumbnail_crop=”1″ images_per_page=”20″ number_of_columns=”0″ ajax_pagination=”0″ show_all_in_lightbox=”0″ use_imagebrowser_effect=”0″ show_slideshow_link=”0″ slideshow_link_text=”[Show slideshow]” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]

CNA 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
asvis 2
lafune_300 x 600
monastero interno
Onda
domenicale post
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200