
IL CORNER DEL PROFESSORE – Aspetto sabato 10 e domenica 11 maggio per andare a Bassano in Teverina. Ho passato il fine settimana lungo, dal 1 al 4 maggio, a Villa San Giovanni in Tuscia per la prima uscita della quarta edizione di Tuscia in Fiore. Un successo. Lì la comunità è coesa e nessuno si permetterebbe mai di criticare, soprattutto senza avere aiutato.
Torno a Viterbo e qualcuno mi dice dei titoli dei giornali e dei post social su San Pellegrino in Fiore. Ma possibile? La fate finita? Capisco che l’invidia vi rosica ma provate a farlo voi un evento che attira gente almeno da tutta Italia se non dall’Europa. Questa volta non posso non notare che tutti coloro che criticano di fatto non fanno mai nulla.
Anzi fomentano una narrativa che distrugge Viterbo. Loro sembrano interessati a far colare a picco i prezzi o le azioni di Viterbo per comprarle a buon mercato. Un cosiddetto amico è riuscito anche a criticare le bellissime mura illuminate adducendo considerazioni sui panni sporchi. San Pellegrino targato Architetto Porciani è stato bello. Per chi si lamenta della insufficienza dei fiori rammento i 20.000 euro tolti dal suo budget pochissime settimane prima. Per chi si lamenta delle costruzioni e scelte architettoniche, rammento che fu scritto un bando e ha vinto chi si è avvicinato di più a quanto richiesto. Sia il progetto dello scorso anno che quello di questo anno sono stati
selezionati da tecnici altamente abilitati. Funziona così. Decidono i commissari. Non che mi piaccia, anzi, spesso penso siano il problema.
Mi sono proposto volontario come commissario di qualsiasi bando del Comune ma mi è stato risposto a parole e non alla PEC che avevo scritto, di non essere all’altezza. Di sicuro i commissari sono super qualificati. Se avete critiche cercateli, i nomi sono scritti negli atti pubblici, e chiedete loro le spiegazioni.
Ecco le mie critiche. Non si debbono cercare a tutti i costi i tecnici e spingere verso lo snobismo. Si deve premiare la creatività della nostra gente. Con meno di un decimo di budget a Villa San Giovanni in Tuscia hanno attirato le stesse persone e tutti sono felici e non litigano. Nessun progettista ha la laurea, almeno non specifica. Sono molto orgogliosi, entusiasti. Soprattutto i commercianti che già il primo maggio avevano finito le scorte che sarebbero dovute bastare per il fine settimana.
Questa critica è alla politica che indirizza il tono e lo spirito del bando e sceglie i commissari non certo a chi vince il bando. Ho un problema con la quantità di soldi spesi e il pianificato ritorno. Circa 200.000 euro debbono di certo deliziare tutti all’apertura di San Pellegrino in Fiore, ma possibile che almeno metà delle postazioni, quelle con la terra per capirci, non possa restare tutta l’estate?
Ovviamente i commercianti intorno debbono innaffiare. Almeno questo piccolo investimento. Su questo siamo tutti d’accordo. Perché non avere il quartiere medievale affascinante per mesi? Se I commercianti dovessero far morire i fiori, il prossimo anno non si imbandisce più quella piazza.
L’ultima critica è forse solo mia: chi scrive i bandi deve fare un bagno nell’Urcionio. Dante lo fece in Arno prima di consegnare la Divina Commedia. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre unicità e di tutte le pietre di peperino. Dobbiamo esaltare i nostri prodotti e le tradizioni. Dobbiamo far venire turisti e far loro lasciare soldi, non raccontare una narrativa di parte. Dobbiamo essere spietati e orgogliosi. I soldi debbono fruttare e restare in Tuscia.


















