
IL CORNER DEL PROFESSORE – Nella delibera numero 215 del 27 giugno 2025 la giunta Frontini approva un “progetto di accoglienza, denominato Stazione di Posta” come viene poi indicato sui giornali. In questa si legge “l’obiettivo è di attivare un servizio di supporto della reperibilità della persona, accoglienza temporanea con residenza provvisoria”. Il comitato Santa Lucia, quartiere nel quale si trova lo stabile destinato al progetto, reagisce e chiede un incontro, poi ottenuto, con sindaco e o assessore competente.
Nello scambio pubblico emerge immediatamente che lo stabile a Santa Lucia sarà destinato solo a due uffici e che il centro con docce e posti letto sarà nei pressi della Caritas di San Leonardo. Tutto risolto? Purtroppo no.
Leggendo la stessa delibera, che mi é stata fornita dal comitato sopra citato, nelle pagine seguenti leggo “[…] è stato individuato un nuovo immobile in Via delle Fortezze […] ritenuto più idoneo”. Ops, sembra, ripeto sembra, che il comitato si sia fermato a leggere alla prima pagina. Conoscendoli credo nella buona fede. Nessun problema. Facciamo tutti errori, io per primo. Perché tanta polvere alzata senza motivo?
Cosa è veramente successo? Da qui in poi cerco di mettere insieme un puzzle. Primo fatto interessante: al suddetto incontro sono presenti membri della opposizione. Perché importante? Perché nella riunione del consiglio comunale n. 153 del 18/12/2024 il consiglio comunale ha votato e approvato la lista degli interventi del piano triennale di cui il progetto all’attenzione è parte (informazione dalla stessa delibera).
Domandina: prima lo si vota poi si cavalca la protesta popolare?
Beneficio del dubbio: passato inosservato? Questo non va bene: fare opposizione significa leggere, tenersi informati e reagire a quello che non ci sembra giusto no aspettare che il popolo reagisca.
Altro fatto importante: il direttore de La Fune Roberto Pomi pubblica un editoriale in cui di fatto prende in giro, offendendoli, i membri del comitato (ndr, probabilmente Della Rocca non ha letto con attenzione quanto scritto su La Fune ed esprime un giudizio sommario funzionale alla sua narrazione. Il direttore si dissocia e afferma di non aver mai inteso offendere i residenti di Santa Lucia piuttosto l’intento era metterli in guarda da quella che liberamente ritiene essere stata un’azione di manipolazione politica di cui sono finiti vittime (non sappiamo se costruita in maniera consapevole o meno, ma tale è apparsa). L’invito era ad andare al mare piuttosto che rischiare di fare la fine dei “pupi” di qualcuno).
Il tema sembra catturare tutti con articoli e post pubblici, tanto che il sociologo, prof. Francesco Mattioli, sente il dovere scrivere sull’argomento. Lui è il primo che prova ad allargare il tiro, leggi sotto. Perché tanto interesse? Sembrerebbe tutto chiaro, piccola incomprensione. La verità sembra essere solo nascosta: passioni contrapposte e forti opinioni continuano a girare intorno al vero tema che è: noi viterbesi siamo razzisti? Nessuno lo vuole dire ma il nocciolo è questo (ndr. il direttore de La Fune si dissocia da questa visione, pur rispettandola e accordando che venga introdotta nel dibattito pubblico. Al tempo stesso però ne prende le distanze convinto che la questione non possa in alcun modo essere guardata dal punto di vista del razzismo e che né i residenti di Santa Lucia né i viterbesi possano essere in alcun modo definiti razzisti. Anche qui rispettiamo la libertà di Della Rocca a esprimere il suo pensiero su La Fune, che rimane luogo di dibattito e confronto aperto).
Non serve difendersi dietro ad un comitato o ad un moto di opinione pubblica. Chi, non certo il comitato, ha usato e sta usando questa piccola incomprensione per fare politica o attirare attenzione sul giornale è colpevole, certo anche il mio amico, direttore Roberto Pomi lo è (ndr. il direttore de La Fune rimane interdetto dalla superficialità con cui Della Rocca affronta la questione e dalla mescolanza di diversi fattori finalizzata esclusivamente a costruire una posizione in cui Della Rocca strizza l’occhio al Comitato, cercando di “bastonare” chi, come La Fune, ha fatto il proprio lavoro e messo in evidenza quanto realmente accaduto a Santa Lucia nei giorni scorsi, facendo un mirabile lavoro giornalistico arrivato a “infiltrarsi” anche all’interno della chat del Comitato stesso. Probabilmente per amicizie personali o altro Della Rocca ha sentito il bisogno di catturarsi le simpatie, “bastonandoci”, di un Comitato di cui abbiamo evidenziato una modalità di azione che riteniamo non opportuna. A riprova della trasparenza e della democraticità del giornale non abbiamo problemi a rappresentare anche un pensiero che riteniamo “infondato” contro La Fune ma ovviamente non possiamo essere così sciocchi da non difendere le nostre posizioni).
In particolare perché nessuno affronta l’argomento, anzi. Ci si arrampica sugli specchi per evitarlo. Non si può ritenere lecita la preoccupazione di un comitato che non legge tutte le pagine di una delibera e reagisce alla possibile presenza di “ altri” nel territorio. Comprensibile ma non lecita. Io sono razzista, io mi sento migliore di tutti quelli che vanno volutamente del male, io mi sento migliore di tutti quelli che, per basso egoismo e per interessi propri, sguazzano nell’olio. Sono colpevole io per primo ma non ho problema con i colori. Detto ciò, siamo tutti razzisti.
Dobbiamo accettarlo. Non siete convinti? Supponete che una ragazzetta di 17 anni di Viterbo si presenta dalla nonna con un fidanzato nero. Reazione? Ancora non basta? Mia madre era inviperita con Fidel Cesar Mbanga-Bauna Bohamba che conduceva il TG3. Si domandava, a
voce alta e tutti i giorni :” ma non c’erano italiani?” Alla base della reazione c’è la paura del diverso e di chi è in difficoltà. Certo, si debbono fare le cose per bene e cercare di avere programma sempre più vasti di inclusione ma se l’istinto è “ghettizzati alla Caritas va bene ma sotto casa mia mai” di fatto si creano aree difficilmente gestibili, vedi san Faustino almeno nella percezione popolare.
Per me i veri problemi di Viterbo sono due: decremento demografico ed economia. Non facciamo più figli e quei pochi li mandiamo via. L’economia è stagnante. A presto avremo un problema insolubile: chi lavora? Quindi due problemi una radice: servono braccia a forza lavoro per la sopravvivenza di tutti e per una economia che funzioni. Essere razzisti non aiuta. Qualcuno pensa che io abbia torto? Che ne pensate della immigrazione-razzismo?


















