

SANTA ROSA – Eccolo, piazzato alla fine dell’estate. E’ lì, a una manciata di ore da noi. Il giorno più bello.
Siamo andati lungo il percorso questa notte che ci lasciamo alle spalle. Sarà un grande Trasporto. Abbiamo incontrato ragazzi, tanti, ma anche persone più avanti con l’età a prendere il posto dalle 9 di sera. Praticamente a 24 ore esatte dal primo “sollevate e fermi”. Brividi.
La Macchina è là, a San Sisto. Sotto c’è un bel movimento. Sì, è festa. E’ strana questa Macchina, non ordinaria. Parla di antico e vede il futuro. Dentro la grandezza di Rosa, che guarda non il suo ombelico ma l’infinità. Sì lei chiamava questa grandezza Dio, ma non serve essere credenti basta essere umani per capire la bellezza di questa visione.
Donna di coraggio Rosa. Donna di tenacia. Donna di pazienza, di resistenza, di passione. Donna capace di credere ai sogni, di desiderare e vincere il proprio desiderio di entrare nell’allora monastero di San Damiano addirittura dopo la morte. Un sogno così potente il suo che oggi nessun viterbese ricorda il vecchio nome di quel monastero. Lo ha spazzato via e gli ha dato il suo.
La notte più bella per la città. La grande notte dei viterbesi, dei cavalieri di Rosa, di Luigi Aspromonte (farai bene, tutti ne siamo certi), di Massimo Mecarini (forza presidente), di Sandro Rossi (sei dentro ogni facchino).
Raffaele Ascenzi ha concepito per Viterbo la migliore Macchina possibile. I Fiorillo l’hanno messa al mondo perché nella vita sanno fare bene tante cose ma su una sono imbattibili: costruire Macchine. C’è tutto, non manca nulla. La voce di Aspromonte questa sera porterà dentro la sua anche quella del capofacchino Sandro Rossi e vivremo emozioni importanti. L’esordio di una Macchina spettacolare, in un contesto reso più complesso dalle vicende della vita ma che ci ha regalato una rinnovata consapevolezza: quel Sodalizio voluto da Nello Celestini e i suoi è il custode più grande dell’atto di fede più incredibile che poteva essere immaginato. Ai facchini diciamo: tutti sono con voi. Portatela a casa.

















