Viterbese, una provincia sempre più vecchia. Nel capoluogo 197 anziani ogni 100 giovani ma in molti altri comuni è ancora peggio
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VITERBO - C'è anche chi ringiovanisce come Monte Romano, Orte e Bassano in Teverina. Vitorchiano tra i comuni che si mantengono più giovani

VITERBO – A Viterbo città ci sono 197,7 anziani (sopra i 65 anni) ogni 100 giovani (fino a 14 anni), questa l’ultima fotografia scattata nel 2021. Confrontando il dato con gli anni precedenti emerge il vero dato importante: si registra un invecchiamento progressivo della popolazione. I dati statistici ci rivelano che nel 2002 l’età media della popolazione di Viterbo era di 43,1 anni. Nel 2021 siamo a 46,4 anni.

Nel 2002, rimanendo sempre sulla città dei papi, il 19,9% della popolazione aveva sopra i 65 anni, oggi siamo al 23,9%. Quasi stabili i giovani (0-14 anni) che nel 2002 erano al 12,8% e nel 2021 sono al 12,1%. Si assottiglia il numero degli adulti (15-64 anni) che passano dal 67,4 del 2002 all’attuale 64%. Nel 2002, sempre nel capoluogo, si registravano 155,7 anziani ogni 100 giovani. 

A Montefiascone l”indice di vecchiaia attuale è di 238,6 anziani ogni 100 giovani. Nel 2002 era di 205 ogni 100. L’età media è salita da 45,4 anni a 48,1. A Vetralla attualmente si registrano 195,7 anziani ogni 100 giovani. Nel 2002 erano 149,3 e l’età media è passata da 42,7 (2002) a 46,5.

Si ringiovanisce Monte Romano che passa da un indice di vecchiaia di 189 nel 2002 a un
contemporaneo 179. Diventa più giovane anche Orte che passa da un indice di vecchiaia di 186,9
anziani ogni cento giovani del 2002 a 163,3 di oggi. Con un’età media che si è mantenuta stabile
nell’arco dei venti anni trascorsi e oggi sta a 45 anni. In controtendenza anche Bassano in Teverina con 240,8 del 2002 e gli attuali 228,9. Cresce nel tempo ma ha un rapporto molto basso Vitorchiano: 99,6 nel 2002 e 103,3 nel 2021. Torna più giovane anche Castiglione: 226,6 nel 2002 e 197,4 ora.

Sprofonda Tarquinia che contava nel 2002 151,1 anziani e oggi sta a 215,7. Peggio ancora fa Montalto di Casto: nel 2002 131,8 anziani ogni 100 giovani e nel 2021 sono 206. A Tuscania si è passati, sempre negli stessi estremi temporali, da un indice di 165,9 a 212,1. A Civita Castellana si è saliti da 125,8 anziani ogni cento giovani a 200,6. A Ronciglione da 156,9 a 220,1. A Soriano da 142,2 a 231.

Invecchia tanto Graffignano: 237,4 del 2002 e 271,6 nel 2021. Stessa situazione si registra a Bagnoregio, dove l’età media sale dai 46 anni del 2002 ai 49,7 attuali e l’indice di vecchiaia schizza a 323 anziani ogni 100 giovani. Peggio Bolsena con l’età media salita a 51,2 anni (nel 2002 era 46,5). 

L’indice di vecchiaia della zona lago schizza alle stelle a Latera: si è passati da 307 anziani ogni cento giovani del 2002 a 644 attuali. Tessennano va da 300 a 475. Tra i paesi più invecchiati c’è la piccola Proceno con un indice di vecchiaia attuale di 506,3 anziani ogni cento giovani.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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