Viterbese sott’acqua: notte di temporali, strade chiuse e paura tra i residenti
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La situazione più critica si è registrata a Tarquinia, in particolare nella zona del lido, dove in poche ore sono caduti circa 60 millimetri di pioggia.

VITERBO – Fulmini e pioggia battente hanno tenuto sveglia la provincia di Viterbo. L’ondata di maltempo che nella notte ha attraversato il territorio ha colpito quasi ovunque, lasciando dietro di sé allagamenti, detriti e disagi alla circolazione.

La situazione più critica si è registrata a Tarquinia, in particolare nella zona del lido, dove in poche ore sono caduti circa 60 millimetri di pioggia.  Dalle prime ore della notte i volontari dell’Aeopc erano già in strada: hanno liberato tratti allagati, messo in sicurezza i punti più critici e sorvegliato il livello del fiume Mignone, in contatto costante con la polizia fluviale. Verso le 4.45, la provinciale Tarquiniese è stata chiusa per la presenza di fango e detriti, impedendo il collegamento tra Tarquinia e Tuscania fino alla messa in sicurezza.

Non è andata meglio sulla via Cassia: a Monterosi l’acqua ha invaso la carreggiata nord tra il chilometro 40 e il 41, costringendo Anas e forze dell’ordine a deviare il traffico e a intervenire per il ripristino.

Da Montalto di Castro a Nepi, passando per Sutri, Capranica, Tuscania e Vejano, il quadro è stato simile: pioggia a secchiate e fiumi d’acqua sulle strade. Nel capoluogo, così come nei centri di Bassano Romano, Blera, Calcata, Canepina, Fabrica di Roma, Oriolo Romano, Soriano nel Cimino, Vetralla, Vasanello e Vignanello, i cittadini hanno dovuto affrontare temporali intensi.

A Vetralla un albero è crollato sulla Cassia, all’altezza del chilometro 67,700, bloccando la corsia verso Viterbo e parzialmente quella verso Roma. La polizia locale ha regolato il traffico con senso unico alternato fino alla rimozione del tronco.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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