Viterbese, sarà un’estate all’ insegna dell’ incertezza

VITERBO – Tonino Ranucci, nuovo amministratore del club, ha convocato i giocatori ancora sotto contratto per il consueto raduno estivo, ma molti di loro guardano altrove.
VITERBO – Nonostante la situazione surreale in casa Viterbese si cerca di tornare alla normalità.
Tonino Ranucci, nuovo amministratore del club, ha convocato i giocatori ancora sotto contratto per il consueto raduno estivo che quest’anno non si terrà a Chianciano Terme ma, molto probabilmente, in una location della Tuscia.
I calciatori attualmente sotto contratto sono perfettamente a conoscenza della situazione del club e molti di loro già stanno guardando altrove in vista della prossima stagione.
Vedremo se la società avrà la forza di far rispettare i contratti, molti dei quali in scadenza a giugno 2020.
Per quel che riguarda la cessione del club continuano, sottotraccia, incontri con possibili acquirenti ma finora nulla di significativo.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















