Viterbese, per la panchina si pensa a Giannichedda
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VITERBO – In caso di accordo tra Camilli e Romano l’allenatore laziale potrebbe prendere il posto di Calabro, che invece, a nostro avviso meriterebbe una seconda chance.

VITERBO – In attesa del passaggio ufficiale del club gialloblù dalle mani di Piero Camilli a quelle di Marco Arturo Romano, in queste ore inizia a circolare insistentemente la voce di un ritorno di Giuliano Giannichedda sulla panchina della Viterbese.

Il tecnico di Pontecorvo è attualmente libero dopo aver rescisso con l’Aprilia Racing, ma viene da due esoneri consecutivi nella passata stagione, il primo con la Viterbese ed il secondo con la Pro Piacenza.

Nessuno mette in dubbio le sue qualità tecniche, però ci sentiamo di spezzare una lancia in favore di Antonio Calabro che molto bene ha fatto nella passata stagione conquistando il rispetto di tutto l’ambiente gialloblù e che già conosce molti giocatori avendoli allenati nella passata stagione. Un uomo di temperamento, perfetto per la stagione che attende la nuova Viterbese.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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