Ripescaggio Viterbese, Michelini: "pronti a fare la nostra parte"
Stadio Rocchi Viterbese
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Ieri il sindaco Michelini ha incontrato i tifosi della squadra gialloblu che è a un passo dalla Lega Pro, ma la proprietà sarebbe pronta a cedere la squadra, in polemica con l'amministrazione.

Michelini rassicura i tifosi della Viterbese: “siamo pronti”. La squadra gialloblu è a un passo dalla Lega Pro, ma la proprietà sarebbe pronta a cedere la squadra, in polemica con l’amministrazione. Al centro del malcontento del presidente Piero Camilli le presunte disattenzioni del Comune di Viterbo rispetto ad alcune sue richieste. Ieri il sindaco Leonardo Michelini e il consigliere ex delegato allo sport Sergio Insogna hanno incontrato i tifosi proprio all’interno della struttura che necessità un investimento per adeguare la struttura e per creare pre-filtraggio dei tifosi, tornelli, sala stampa etc.

“Vi assicuro che i lavori ci saranno – ha detto Michelini ai tifosi – se il problema è il ripescaggio nel caso del ripescaggio faremo i lavori necessari per sistemare lo Stadio. Dovremo correre per fare i lavori, ma l’impregno lo metteremo. Voglio sciogliere ogni riserva e prendere l’impegno. Mi auguro che Piero Camilli sia determinato a partecipare alla Lega Pro.

Se lui è intenzionato ad iscriversi noi faremo i lavori necessari però deve chiarire la sua volontà. Per noi – ha detto Michelini spiegando i problemi del bilancio – si tratta di prendere i soldi per investirli e non dalla spesa corrente. Telefonerò a Camilli e gli comunicherò l’impegno che mi sono preso”.

Quanto al campo di allenamento che Piero Camilli richiederebbe, “c’è qualche idea in merito”. I tempo però sono stretti ed entro pochi giorni bisognerà predisporre le pratiche, onerose sia per la società, che dovrà sborsare oltre 1 milione di euro, e l’amministrazione proprietaria dello stadio Rocchi, per circa 250mila euro.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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