Viterbese in serie B e stadio nuovo, ma prima i lavori per la promozione in Lega Pro
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Del sogno se ne è parlato ieri in Consiglio comunale grazie ad una interrogazione dell’ex sindaco Giulio Marini al suo successore Leonardo Michelini. Il tema è quello dell’adeguamento dello Stadio Rocchi in vista della prossima (quasi certa) promozione tra i professionisti del club del Capoluogo.

Stadio nuovo con la Viterbese in serie A. Del sogno se ne è parlato ieri in Consiglio comunale grazie ad una interrogazione dell’ex sindaco Giulio Marini al suo successore Leonardo Michelini. Il tema è quello dell’adeguamento dello Stadio Rocchi in vista della prossima (quasi certa) promozione tra i professionisti del club del Capoluogo.

Già l’anno scorso, in Estate, si era parlato di un ammodernamento dello stadio in seguito al ripescaggio, poi saltato, che avrebbe dovuto portare già da quest’anno i gialloblu in Lega Pro. All’epoca Michelini parlò di 250mia euro di interventi da realizzarsi per mettere in regola con le norme della lega dei professionisti lo Stadio Rocchi e per mettere nelle migliori condizioni la squadra.

E così oggi Michelini, sollecitato da Giulio Marini, ha parlato delle prospettive, tornando a promettere il rimborso a Camilli delle spese sostenute di propria tasca. “Diamo ormai per scontata la promozione (basta vincerne una nelle ultime 4 per essere sicuri, ndr) – ha detto Michelini – quindi credo sia indispensabile realizzare i tornelli e la struttura di prefiltraggio. Lavori che il bilancio comunale credo possa sostenere senza problemi”.

Il sindaco ha anche parlato del campo d’allenamento, riconoscendo la necessità di realizzarne uno, “magari in sintetico”. Dove? “Ci sono varie possibilità: alla Mazzetta, al Pilastro, a Pianoscarano e al Murialdo. È il momento di pensarci”. Il problema però potrebbe riproporsi in maniera ancora più seria tra 12 mesi. “Se tra un anno dovremmo continuare questo percorso di crescita (leggi: promozione in serie B, ndr) andrà rivista la struttura che sta stretta nella città”. Insomma stadio nuovo? “Per trovare una soluzione – ha concluso Michelini – servirà fare fronte comune, maggioranze e opposizione”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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