Viterbese Castrense, Camilli: "Intendo cedere la Viterbese, me ne vado rammaricato"
Piero Camilli
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Futuro incerto per la Viterbese Castrense. Il patron Piero Camilli, che tanto ha dato alla squadra locale, è intenzionato a lasciare. A rischio l'iscrizione al prossimo campionato.

Futuro incerto per la Viterbese Castrense. Il patron Piero Camilli, che tanto ha dato alla squadra locale, è intenzionato a lasciare. A rischio l’iscrizione al prossimo campionato.

“Leggo su alcuni organi di informazione inverosimili ricostruzioni della realtà dei fatti in merito al futuro della Viterbese Castrense – scrive Camilli in una nota inviata alla stampa -.Mi preme quindi ribadire un concetto forse ancora non chiaro ai più. Ad oggi tutte le pratiche per l’iscrizione al prossimo campionato sono state ultimate, ogni documento è a posto, ma non sono comunque intenzionato in alcun modo a iscrivere la squadra. Sto, infatti, portando avanti alcune trattative per la cessione: intenzione, questa, che ho esplicitato più volte nelle ultime settimane.

Me ne vado molto rammaricato, perché purtroppo la verità è che a Viterbo a nessuno interessa veramente rilevare la Viterbese. In un mese e mezzo, neanche uno tra i possibili acquirenti che si sono presentati è stato in grado di fornire la fideiussione a garanzia dell’iscrizione al campionato. Se neanche si riesce a presentare questi requisiti minimi per incombenze improrogabili, di che cosa vogliamo parlare?

Infine, voglio fare chiarezza una volta per tutte su un ulteriore aspetto: l’ipotesi che la famiglia Camilli possa continuare a detenere la proprietà della Viterbese Castrense, delegandone però la gestione al responsabile del settore giovanile, Mario Corinti, è solo frutto di una mente fantasiosa. E neanche tanto lucida”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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