Viterbese campione d'Italia: "Ma l'amministrazione dove era?"
Diretta Viterbese
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Il direttivo di FondAzione si chiede come il Comune possa aver mancato questo appuntamento di orgoglio viterbese

“Da ieri sera tutte le testate sportive riportano il nome di Viterbo nelle notizie nazionali per essere diventata la sua squadra di calcio Campione d’Italia di serie D. Un traguardo sicuramente da ricordare nella storia sportiva di questa città. Eppure di amministratori in rappresentanza del comune ieri allo stadio di Viareggio non ce n’era neppure l’ombra. Gente che di solito bivacca in comune per giorni senza far nulla, che presenzia e sgomita in prima fila ad ogni mostra, sagra delle frutta o della frittata ripassata che sia, che staziona ad ogni festa e festicciuola, ieri a Viareggio ieri non si sono visti”. Sono le parole del direttivo comunale di FondAzione, che si interroga se all’amministrazione cittadina interessi qualcosa del traguardo raggiunto dalla sua squadra.

“Eppure – continuano – dalla Cina all’expo, da Chiusi, nuova frazione di Viterbo, ad Avignone, mai i nostri instancabili amministratori si erano fatti mancare un viaggetto spesato…eppure ieri no. Forse disturbava pagare la trasferta con i soldi propri? Forse non c’erano buffet? Forse stavano facendo rimuovere dal carro attrezzi le auto dei giocatori allo stadio Rocchi? Forse stavolta non si sono visti perché c’era da soffrire fino alla fine? Nessuno lo sa. Sta di fatto che i nostri benemeriti sempre pronti a farsi fare una foto gratis con fascia e pennacchi, stavolta hanno deciso di disertare il principale momento sportivo di questa città”.

“Caro sindaco – concludono da FondAzione – aspettiamo oggi il solito comunicato trionfalistico del giorno dopo per salire sul carro dei vincitori, ma le diamo un consiglio…ripari alla sua solita incapacità e trascuratezza di cui dà prova tutti i giorni e inviti la Viterbese Calcio in comune per una grande festa che questi ragazzi si meritano, così quelle stanze per un giorno smetteranno di vedere amici, parenti e amici degli amici…per far entrare i viterbesi e i loro idoli”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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