Vita da numeri 1 - "Mens sana in corpore sano ..."
Iacomini
Gli Stati Generali La Fune
In Italia il voto di educazione fisica o motoria, come preferite, viene dato senza alcun riscontro oggettivo, a differenza di altri Paesi in cui insieme alla pagella viene allegato un report con le abilità fisico-sportive del ragazzo.

Sfogliando la mia pagina Facebook, ho trovato un articolo molto interessante del Corriere della Sera che parlava dell’attività sportiva nelle scuole e che evidenziava come l’Italia fosse il fanalino di coda tra tutti i Paesi dell’Europa.

Dalle varie statistiche si leggeva come la nostra nazione, pur avendo indicato l’educazione fisica come materia obbligatoria nelle scuole primarie, ha consentito agli insegnanti la completa flessibilità di orario.

Ovviamente questa elasticità, come tutte le cose non imposte nel nostro Paese, si traduce quasi sempre in qualche esercizio a corpo libero svolto solamente per impegnare un po’ di tempo.

In Italia il voto di educazione fisica o motoria, come preferite, viene dato senza alcun riscontro oggettivo, a differenza di altri Paesi in cui insieme alla pagella viene allegato un report con le abilità fisico-sportive del ragazzo.

Da questo articolo e da queste poche righe che ho appena riassunto, è chiaro come questa carenza sia ormai diventata un vero problema sia in termini di coordinazione che nel ritardo con cui il giovane inizia ad apprendere quei valori che sono alla base della pratica sportiva.

Nelle scuole calcio e sicuramente anche nelle altre discipline sportive, i ragazzi arrivano come dei veri e propri ciocchi di legno. Iniziano sia per i motivi appena descritti, ma anche perché la strada non è più il campo di allenamento per eccellenza che per decenni ha fatto la differenza.

Ma se da un punto di vista fisico-coordinativo è un grave problema non capisco come si possa pensare che i giovani del futuro possano formarsi senza quei valori che solo lo sport riesce a trasmettere. Senza quel sentimento e a quella passione che dovrebbe essere sempre alla base di tutto.

Valori come il sacrificio, la condivisione, il rispetto e l’accettazione della sconfitta nessun libro di storia o nessun problema matematico riuscirà mai a insegnarli e non a caso, sono proprio questi i valori che cerchiamo continuamente nella società contemporanea.

L’egoismo spopola, la pigrizia la fa da padrona e sempre più bambini pensano che la vittoria sia solo arrivare prima davanti a mamma e papà salendo le scale. Nessun bambino viene messo mai in discussione e non si cerca nel confronto la soluzione per il miglioramento.

Prima tutto iniziava sotto casa. I garage erano le nostre porte e il gioco del nascondino, per strada e non in casa, ci faceva correre come dei pazzi per raggiungere la tana. Si saltava, si scavalcava e si cercava quella libertà all’aria aperta visto che le mura domestiche, troppe volte, ci facevano sentire come dei leoni in gabbia.

Oggi tutto questo non esiste più, la tecnologia e i troppi casi di cronaca nera hanno chiuso la nostra palestra preferita, ma è possibile che a tutto a questo nessuno non ponga rimedio? E’ così difficile?

Se proviamo a riflettere su questo presente così criticato saremmo dei pazzi se pensassimo che tutte le cose siano da buttare ma non si deve nemmeno permettere che le cose positive che arrivano dal progresso debbano andare a discapito di quelle certezze che negli anni hanno funzionato.

Siamo talmente bombardati di notizie, di commenti e di informazioni che l’obiettivo della scuola dovrebbe essere quello di aiutare i ragazzi, prima a mettere insieme il grande puzzle della vita e poi di fare in modo che, una volta ultimato, siano in grado di osservarlo e di dargli una loro interpretazione.

Tutto però inizia dal contenitore, da quel fisico e da quelle corde che vanno sapute toccare nel modo giusto. Continua con l’ esaltazione delle proprie sicurezze e la gestione delle proprie paure e dovrebbe finire con la presentazione al mondo con indosso il vestito più adatto da “sfoggiare” in ogni difficoltà.

Una volta trovata la completezza sarà la vita a mettere poi in risalto le qualità di ogni singolo ragazzo. Ci saranno quelli portati a lavorare con il fisico e quelli con la mente. Ci saranno quelli in grado di capire al volo una problematica e quelli capaci di risolverla al momento.

Alla base di tutto questo però deve esserci una programmazione totale che parte dalla famiglia e finisce nello sport, con in mezzo la scuola nelle vesti di un arbitro capace di indirizzare nel migliore dei modi genitori e allenatori, e per fare in modo che in quel bambino vengano esaltate al meglio le proprie caratteristiche.
Per fare questo però si deve iniziare dalle strutture e dalla formazione di quel personale che ha un urgente bisogno di ritrovarsi e di continuare a credere che il loro lavoro sia ancora il migliore del mondo.
#vitadanumeri1

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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