Vita Autonoma, Bernini: "Insoddisfacenti le risposte del Ministero della Salute"
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Questione 'Associazione Vita Autonoma', il deputato Cinque Stelle Massimiliano Bernini insoddisfatto della risposta ottenuta per l'interrogazione presentata al ministro della Salute Lorenzin.

Questione ‘Associazione Vita Autonoma’, il deputato Cinque Stelle Massimiliano Bernini insoddisfatto della risposta ottenuta per l’interrogazione presentata al ministro della Salute Lorenzin.

“Lo scorso luglio, su sollecitazione di alcuni cittadini viterbesi aderenti al progetto “€œAssociazione per la vita autonoma”, ho depositato un’€™interrogazione al ministro della Salute Lorenzin (n. 5-09118) – dichiara Bernini -.

Con questo atto mi sono fatto portavoce della loro richiesta di aiuto a seguito dell’azzeramento degli stanziamenti pubblici previsti per il progetto.

Questo piano nasce nel lontano 1979 con la denominazione “Associazione case-famiglia€” e aveva il duplice scopo di permettere il reinserimento dei cittadini disabili nella società, altrimenti confinati all’€™isolamento negli istituti, permettendo quindi il superamento del disagio a esso collegato, nonché la riduzione dei costi di queste strutture.

Ad esempio, nella nostra provincia, negli anni ’70, erano stati inseriti nel progetto diversi disabili ricoverati a Villa Immacolata, che consentì un’€™importante riduzione dei costi di gestione dell’€™ente quindi alla sanità regionale, da 300 mila lire al giorno a sole 40 mila lire, corrispondenti a oggi a circa 700 euro al mese.

Purtroppo, a seguito del passaggio di competenze sul progetto, “€œAssociazione per la vita autonoma”€ dalla Regione alle amministrazioni comunali, gli stanziamenti previsti sono stati azzerati, gettando nel disagio più totale decine di cittadini disabili.

Nella risposta del Ministro, giunta lo scorso 12 ottobre per bocca del sottosegretario Biondelli, si dichiara a chiare lettere come la responsabilità sia in capo alla Regione Lazio, e che in base all’attuale normativa, non potrà più dare continuità al progetto con le pregresse modalità gestionali.

Inoltre, con la L.R. n.12 del 2016, è previsto un fondo speciale per i comuni finalizzato al sostegno del reddito di persone che abbiano fruito di specifici progetti volti al raggiungimento di “€œvita indipendente”.

La risposta non ci soddisfa minimamente, vista l’€™esiguità del fondo e considerato che a oggi, la giunta della Regione Lazio non ha ancora individuato i criteri e le modalità di erogazione del contributo con un apposito atto amministrativo.

E mentre lo Stato, la Regione e i Comuni si rimpallano le responsabilità, in attesa che siano sciolte le solite €œpastoie€ burocratiche, una trentina di cittadini viterbesi disabili si sono visti azzerare dall’€™oggi al domani, un sostegno economico fondamentale per la conduzione di una vita dignitosa e sicura: staremo a vedere quanto tempo dovrà ancora passare affinché i “€œburocrati” della Regione Lazio emanino l’€™atto amministrativo, sbloccando questa dolorosa situazione”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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