Visto dalla Generazione Z - L'importanza di marciare contro le scorie
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In uno scenario così disastroso, che futuro ci sarà per noi giovani, vittime ancora una volta del sistema? Scappare è sempre la soluzione giusta?

VISTO DALLA GENERAZIONE Z – Visto dalla Generazione Z, quella con lo smartphone in mano e il mondo come confine. ‘Perfetti sconosciuti’. Questo il titolo di un noto film, questo lo slogan di chi, come me, è nato nel 2000 e invece di coltivare rapporti ha dissolto le emozioni.

E nella società asettica veniamo catapultati improvvisamente, con i nostri dubbi e insicurezze ataviche, in un futuro ancora più incerto: il dominio delle scorie nucleari. Da tempo si è iniziato a parlare di questo progetto che potrebbe coinvolgere la Tuscia, nella sua più coinvolgente bellezza.

Progetto che ha a che fare con vite umane, spezzate già quotidianamente da malattie incurabili. Scorie nucleari. Deposito e discarica a cielo aperto. Ricettacolo di rifiuti radioattivi. Questo potrebbe diventare la Tuscia, la nostra terra che, per quanto a volte disprezzata, è pur
sempre la nostra culla.

E allora in uno scenario così disastroso, che futuro ci sarà per noi giovani, vittime ancora una volta del sistema? Scappare è sempre la soluzione giusta? Mettere da parte la freddezza e l’egoismo di fondo e combattere per la nostra vita, per i nostri diritti sono le scelte più auspicabili da mettere in atto. Il 6 aprile dovremmo essere lì, a Vulci, in movimento contro il deposito di scorie nucleari. Lo dobbiamo a noi stessi. Bisogna avere sempre il coraggio delle proprie idee…

Foto Fisioterapy Center

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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