Virus del Nilo Occidentale, due i cavalli infettati a Viterbo
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Virus del Nilo Occidentale, due i cavalli infettati a Viterbo. Nessun allarmismo, la situazione infatti è sotto controllo. Subito la Asl locale si è attivata per garantire ai donatori l'apposito test Net e le donazioni possono continuare tranquillamente e in massima sicurezza.

Virus del Nilo Occidentale, due i cavalli infettati a Viterbo. Nessun allarmismo, la situazione infatti è sotto controllo. Subito la Asl locale si è attivata per garantire ai donatori l’apposito test Net e le donazioni possono continuare tranquillamente e in massima sicurezza.

“Il virus – ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, all’Adnkronos – si trasmette solo direttamente, attraverso le zanzare, ma non da cavallo a cavallo o da cavallo a uomo”.

Il virus del Nilo Occidentale è trasmesso dalle zanzare culex – la cosiddetta zanzara comune – durante la stagione estiva. I soggetti colpiti sono in genere uomini e cavalli. Nella maggioranza dei casi (80%) l’infezione è asintomatica, mentre nel restante 20% può presentarsi con sintomi simili a una forma para-influenzale quali febbre, dolori e così via. In una piccola percentuale (1%), tuttavia, può superare la barriera emato-encefalica e causare meningo-encefalite o meningite.

La migliore profilassi che può attuare il cittadino è il proteggersi dalle punture di zanzare con adeguati repellenti o indumenti, zanzariere e dissuasori o lampade apposite. Le autorità sanitarie, invece, dovrebbero procedere alla bonifica dei territori con azioni mirate e disinfestazioni.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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