Violenze e pestaggi fuori da una nota discoteca del Viterbese, il questore la chiude per sette giorni
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In particolare, nei mesi precedenti, sia all’interno del locale che nel parcheggio esterno si sono verificate aggressioni che hanno coinvolto diversi giovani, che hanno riportato traumi poi refertati dai sanitari con prognosi comprese tra i dieci e i quaranta giorni. In un episodio è stato utilizzato anche un oggetto contundente che ha provocato gravi contusioni alla vittima.

VITERBO – Nella giornata di martedì 13 maggio personale della Polizia di Stato ha notificato alla direzione di una nota discoteca in provincia di Viterbo un provvedimento di chiusura ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza per un periodo di sette giorni. Tale misura ha origine da alcuni episodi rilevanti sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica accaduti negli spazi di pertinenza della struttura.

In particolare, nei mesi precedenti, sia all’interno del locale che nel parcheggio esterno si sono verificate aggressioni che hanno coinvolto diversi giovani, che hanno riportato traumi poi refertati dai sanitari con prognosi comprese tra i dieci e i quaranta giorni. In un episodio è stato utilizzato anche un oggetto contundente che ha provocato gravi contusioni alla vittima.

Dalla successiva attività istruttoria svolta dagli operatori della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Viterbo è emerso che la discoteca in passato era già stata oggetto di analoghi provvedimenti di sospensione, che avevano portato la direzione del locale a intervenire per aumentare il livello di sicurezza degli utenti. Il Questore di Viterbo, valutando complessivamente tutti gli elementi, ha disposto la chiusura della discoteca per sette giorni.

Si rappresenta che l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività di intrattenimento non ha natura sanzionatoria, inscrivendosi invece quale misura preventiva essendo volta a impedire, attraverso la temporanea chiusura del locale, il protrarsi di una situazione di pericolosità. Continueranno ancora nelle prossime settimane i controlli ai locali ed esercizi pubblici della provincia viterbese.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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