Violenza sulle donne, Pugliese (Regione Lazio): "Patrocinio legale gratuito per le vittime"
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ROMA - La Giunta Regionale del Lazio approva il Protocollo d’Intesa con l'Ordine degli Avvocati di Roma e definisce le modalitàÌ di accesso al “Patrocinio legale” in favore delle donne vittime di violenza - senza limiti d’età e che non dispongono di un reddito sufficiente ad assicurarsi un’adeguata difesa - al fine di garantire loro l’assistenza legale in ambito penale e civile.

ROMA – La Giunta Regionale del Lazio approva il Protocollo d’Intesa con l’Ordine degli Avvocati di Roma e definisce le modalitàÌ di accesso al “Patrocinio legale” in favore delle donne vittime di violenza – senza limiti d’età e che non dispongono di un reddito sufficiente ad assicurarsi un’adeguata difesa – al fine di garantire loro l’assistenza legale in ambito penale e civile.

“La Regione Lazio – dichiara l’Assessora alle Pari Opportunità e Turismo Giovanna Pugliese – è da sempre in prima linea contro la violenza maschile sulle donne. Con questo atto di Giunta, sosteniamo le donne vittime di violenza o di atti persecutori, in sede giudiziaria e nella fase immediatamente precedente all’avvio della stessa, ivi compreso l’eventuale ricorso a consulenza in ambito civilistico o tecnico di parte, contribuendo alle spese di assistenza legale”.

“Il Protocollo d’Intesa approvato – continua l’Assessora – rappresenta il punto di arrivo di un lungo lavoro fatto anche su impulso della Consigliera Regionale Eleonora Mattia, Presidente della Commissione Consiliare Pari Opportunità, e disciplinerà i rapporti tra la Regione Lazio e l’Ordine degli Avvocati di Roma prevedendo l’istituzione del “Fondo per il Sostegno per il Patrocinio legale”, con un contributo regionale annuo di 50.000 euro. Il Protocollo prevede inoltre la costituzione di un Elenco di avvocati patrocinanti, specializzati in materia civile o penale, con una esperienza e formazione continua e specifica nel settore della violenza di genere da aggiornarsi annualmente”.

Per poter usufruire del sostegno legale le donne vittime di violenza dovranno: 1) essere residenti e/o domiciliate nel Lazio e aver subito nel territorio laziale un reato con connotazioni di violenza di natura fisica, sessuale, psicologica, economica, o di atti persecutori, meglio noto come stalking; 2) avere scelto un avvocato o una avvocata patrocinante iscritto/a nell’Elenco di avvocati patrocinanti, specializzati in materia civile o penale, con una esperienza e formazione continua e specifica nel settore della violenza di genere; 3) non essere in possesso dei requisiti per fruire del patrocinio a spese dello Stato; 4) avere un reddito personale non superiore a due volte quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di patrocinio a spese dello Stato.

“Prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. Il rafforzamento della tutela giudiziaria delle vittime di violenza – conclude Giovanna Pugliese – rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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