Violenza sulle donne, il centro Penelope ha preso in carico 400 casi a Viterbo
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Istituzionalmente sia la provincia di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità Dominga Martinez, che il comune di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità e conciliazione Melania Perazzini, sensibili a tanto scempio, hanno creato una vera e propria rete di supporto.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Nel solo 2025 il centro antiviolenza Penelope, a Viterbo, ha preso in carico 32 donne vittime di violenza. Dall’apertura più di 400 sono stati i casi. Sembra incredibile dover costruire, nel XXI secolo, una organizzazione per supportare donne sottoposte a gravi realtà di abusi in quella che sembra una cittadina di provincia, sonnolenta e pigra.

Istituzionalmente sia la provincia di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità Dominga Martinez, che il comune di Viterbo, con la consigliera di pari opportunità e conciliazione Melania Perazzini, sensibili a tanto scempio, hanno creato una vera e propria rete di supporto. Il centro anti violenza sopra citato, l’associazione Kyanos, l’associazione Erinna agiscono costantemente.

Anche il vernissage della mostra ‘Contro la Violenza Sottile’ a via San Lorenzo (civico 18) è stata l’occasione per un “colloquio”, della responsabile del Centro, Marta Nori, con una donna che voleva saperne di più. Maria Rita de Alexandris ha fatto coro alle altre colleghe augurandosi di diventare rete di prevenzione anziché di pronto intervento. Il numero telefonico per la prima richiesta di aiuto è il 1522 come ricordato dalle presenti.

Questa inquietante malattia della nostra cultura ha radici in atteggiamenti, convinzioni, parole, gesti che nel quotidiano feriscono le donne, spesso, senza consapevolezza da parte di chi offende. Sono raccolte nell’espressione “La Violenza Sottile”. La mostra è prima di tutto una richiesta di aiuto agli artisti per attirare attenzione mediatica su fenomeno tanto diffuso quanto odioso.

Sabato 7 marzo, ospite della AEGallery, ha aperto le porte la mostra-premio internazionale delle arti contro La Violenza Sottile con il patrocinio di Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Assessorato ai servizi sociali del Comune di Viterbo e la consigliera di pari opportunità della provincia di Viterbo organizzata da Tuscia in Fiore ETS. Alla presenza delle sopra citate autorità, supportata da assessori e consiglieri del Comune di Viterbo, la assessora ai servizi sociali, Rosanna Giliberto, ha descritto in dettaglio la rete creata dal Comune per i casi sopra citati. L’evento ricco e colorato, nonostante l’argomento delicato, è solo il primo giorno.

La mostra, è aperta tutti i pomeriggi dalle 16:00 alle 20:00 ad ingresso libero, prevede visite guidate da psicologa-o e avvocata-o per le scuole Fantappiè ed Egidi, nelle mattine da lunedì 9 a venerdì 13 marzo. L’evento ha la preziosa collaborazione del Centro AntiViolenza Penelope, l’Associazione Erinna, l’Associazione Kyanos, Ordine degli Avvocati di Viterbo, Ombre festival, Istituto Fantappie, Istituto psicologico europeo.

Eventi nell’evento:

Lunedì 9 marzo alle 21:30, in mondo visione, diretta sui canali social di Tuscia in Fiore e La Fune, il giornale dei viterbesi, per le interviste al Maestro Marco Zappa, a Lilit Nshani dal’Armenia, e Loreno Martellini da Grosseto, artisti presenti alla mostra con la loro proposta;
Mercoledì 11 marzo alle 21:00 presentazione gratuita del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi;
Giovedi 12 marzo alle ore 18:30 diretta dalla galleria con Radio Samarcanda;
Venerdì 13 alle ore 18:00 Programma di intrattenimento a cura di Danza Viterbo – Centro di Produzione e Formazione;
Sabato 14 ore 18:00 ”La donna nell’arte” Conferenza Fidapa, presenta la professoressa Laura Principi Dir. Art. di Tuscia in Fiore;

L’evento, creato da Tuscia in Fiore con la direzione logistica del professor Nuccio Chiossi e quella artistica della professoressa Laura Principi, ha raccolto proposte artistiche da America, Asia, africa ed Europa. Si conclude domenica 15 marzo alle ore 18:00, con la premiazione dei vincitori della mostra premio alla presenza delle autorità. Tutti gli enti coinvolti stanno valutando di trasformare l’immagine vincitrice della mostra premio delle arti in un murales a Viterbo in un punto di massima visibilità.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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