Violenza sulle donne, i locali di Viterbo fanno rete e lanciano 'Sicurezza Vera'
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VITERBO - I Pubblici esercizi diventano presidi di legalità: al via la formazione del personale ed ecco una app per le segnalazioni dirette alla Polizia di Stato.

VITERBO – Il mondo dei bar, dei ristoranti e dei locali notturni è pronto a fare la sua parte
nel contrasto alla violenza di genere. Anche a Viterbo è infatti pronto ad entrare nel vivo il progetto #sicurezzaVera, ideato dal Gruppo Imprenditrici di Fipe Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, in sinergia con la Polizia di Stato, lanciato in via sperimentale in 20 città a fine 2021, e giunto con Viterbo alla 29ma Conferenza di presentazione.

A presentare l’iniziativa questa mattina, accolti dal presidente locale della FIPE, Marco Bevilacqua e dalla presidente di Confcommercio, Loredana Badini, sono stati: il Questore Fausto Vinci, la Assessore del Comune Patrizia Notaristefano, la vice-prefetto Anna De Luna, la Presidente nazionale del Gruppo Donne imprenditrici FIPE, Valentina Picca Bianchi, la dirigente della Divisione Polizia Anticrimine, Amelia Priaro, la Presidente di Terziario Donna Confcommercio Lazio Nord, Iride Zanganella, la Presidente dell’Associazione Kyanos, Marta Nori e la dirigente dell’Istituto di Istruzione superiore “A. Farnese”, Andreina Ottaviani.

Si tratta di un progetto di diffusione della cultura della legalità e di formazione del personale dei pubblici esercizi, ma soprattutto di uno strumento concreto ed efficace per combattere il fenomeno della violenza che, in Italia, vede il 31,5% delle donne subire una o più aggressioni nel corso della vita.

“Quella per il rispetto e la libertà delle donne è la madre di tutte le battaglie che come comunità abbiamo il dovere di portare avanti – spiega Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe Confcommercio e principale promotrice dell’iniziativa. – Per vincerla dobbiamo sfruttare tutte le risorse a nostra disposizione e una di queste sono senza dubbio i locali che animano le nostre città: in Italia esiste un bar ogni 400 abitanti e 1 Pubblico esercizio ogni 250. È da questo dato che siamo partiti per costruire una vera e propria rete di protezione e tutela diffusa. Una rete che opera quotidianamente nelle aree centrali come in quelle periferiche delle città”.

“Un progetto che ci rende orgogliosi – aggiunge il presidente di Fipe-Confcommercio a Viterbo, Marco Bevilacqua – e che potrà essere sviluppato capillarmente sul territorio affinché i pubblici esercizi, che sono da sempre il centro della convivialità e dell’incontro, siano percepiti anche come presidi di legalità”.

Il progetto #sicurezzaVera si inserisce all’interno della campagna di comunicazione “Questo non è amore”, lanciata nel 2016 dalla Polizia di Stato, e mette al centro i Pubblici esercizi, sia come luogo da rendere sicuro per chi ci lavora e chi li frequenta, sia come presidio territoriale per qualunque donna in difficoltà. Per farlo è stato attivato un doppio binario. Da un lato Fipe-Confcommercio, nelle prossime settimane,
avvierà la formazione dedicata al personale dei locali per approfondire le tematiche afferenti alla violenza di genere e gli strumenti di tutela delle vittime. Dall’altro i locali avranno a disposizione un canale preferenziale all’interno della app YouPol (scaricabile gratuitamente da tutti su iOs e Android), per segnalare alla centrale di polizia eventuali casi sospetti, utilizzando l’hashtag FIPE nel messaggio e attivando
così una procedura di intervento rapido.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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