Violenza sulle donne, Frontini: "Noi istituzioni abbiamo una responsabilità e dobbiamo incidere"
Foto Chiara Frontini
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "L’antidoto è l’equilibrio, la coscienza dell’autodeterminazione, l’indipendenza economica, l’educazione al rispetto e all’accettazione del rifiuto, la normalizzazione del linguaggio di genere".

VITERBO – “Le istituzioni siano tutt’uno con il contrasto alla violenza sulle donne. Oggi e gli altri 364 giorni dell’anno, chiunque indossi una fascia o ricopra ruoli di governo e responsabilità politica, sociale, culturale sia tutt’uno con il contrasto alla violenza sulle donne – così il sindaco Chiara Frontini nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne -.

Perché è una piaga sociale, è una devianza culturale e per estirparla ci vuole il coraggio di varare, a ogni livello, provvedimenti che siano esemplari nella prevenzione, nell’educazione, nella sensibilizzazione, nella repressione e nella pena.

Perché le donne che si ribellano hanno coraggio. Le donne che riescono ad uscirne prima che sia troppo tardi hanno coraggio. Le donne che denunciano hanno coraggio. Chi non ha vissuto un rapporto tossico, chi non si è mai trovata nella vita ad essere o a subire, a volte entrambe le cose, l’elemento tossico di una relazione? Oggi forse nessuno, tra le nuove generazioni soprattutto, a tutte e a tutti è capitato almeno una volta.

È difficile, nell’intimità di una relazione, tracciare il confine tra l’affidarsi e il dipendere, tra la complicità e l’esclusività. Ma c’è un limite invalicabile oltre il quale ogni giustificazione, ogni senso di colpa, ogni legame affettivo decadono. Quel limite è proprio la violenza: verbale, fisica, sessuale. È la prevaricazione e il soggiogamento. L’antidoto è l’equilibrio, la coscienza dell’autodeterminazione, l’indipendenza economica, l’educazione al rispetto e all’accettazione del rifiuto, la normalizzazione del linguaggio di genere.

Noi abbiamo una responsabilità e dobbiamo incidere, di questo tema se ne deve parlare affinché si senta sempre più pressante l’urgenza di agire. Da donna, da Sindaca di una splendida città, da persona che come tante altre ha inferto e subito ferite, cucito strappi, rispettato cicatrici oggi celebro la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Non abbiamo scuse, non ci sono scuse”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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