Violenza di genere, la scrittrice viterbese Maria Grazia Fontana racconta la vicenda di Filomena Di Gennaro
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TREVIGNANO ROMANO – L’evento si è svolto Sabato alle 16,30 nell’ aula consiliare del comune.

TREVIGNANO ROMANO – Violenza di genere, sabato 23 novembre alle 16,30, nell’aula consiliare del comune di Trevignano Romano, la sociologa e scrittrice viterbese  Maria Grazia Fontana è intervenuta nell’ambito dell’incontro dedicato a Filomena Di Gennaro e alla sua storia.

È stata lei a raccontare di come il suo ex fidanzato le abbia sparato e costretta a vivere sulla sedia a rotelle.

Maria Grazia Fontana è entrata a far parte dell’Associazione Donna Olimpia Onlus, nata  nel 2004 e che dal 2016 si occupa nello specifico di tali tematiche.

Insieme a Maria Elena Piferi, la presidente dell’Associazione e alle altre socie, si occupa di sensibilizzare il territorio sul concetto del rispetto e il contrasto alla violenza sulle donne.

L’evento ha avuto anche un coinvolgimento poetico con un’altra viterbese, Lorena Paris, che omaggerà i presenti con le sue poesie e con componimenti di altre grandi poetesse.  

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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